Le prime scarpe nascono in epoca preistorica, realizzate in materiali come pelle e legno. Il mondo egiziano ne lancia poi la diffusione. Oggi non sono più solo una protezione dalle superfici e dal freddo per i nostri piedi, ma un vero proprio accessorio di moda che può creare fenomeni di feticismo e fashion victims.

Oltre tutto la ricerca propone modelli sempre più comodi e adatti alle varie posture o alle varie attività della giornata. Alle volte talmente comodi da essere utilizzate talvolta anche in casa. Ci sono però almeno 6 buoni motivi per non farlo:

  1. Batteri – Quando siamo fuori, camminiamo per la strada, frequentiamo locali e bagni pubblici raccogliamo con le suole una quantità di batteri davvero considerevole. Uno studio condotto dall’Università dell’Arizona ha identificato 421.000 unità di batteri all’esterno di una scarpa, che comprendono: E. coli, batteri responsabili della meningite; Klebsiella pneumonia, responsabile della polmonite batterica e di infezioni delle vie urinarie e delle ferite; Serratia ficaria, che causa infezioni delle vie respiratorie e delle ferite.
  2. Tossine – Ad esempio erbicidi e pesticidi usati in agricoltura, ma anche nel giardinaggio, che calpestiamo e che vengono così portati all’interno delle nostre case. Molti studi affermano che la loro permanenza sulle superfici sia di lungo termine, aumentando così l’esposizione, con relativi effetti dannosi per la salute. Per quanto riguarda il piombo, uno studio ha rivelato che ben il 98% di quello presente nelle nostre case entra da fuori, per questa via.
  3. Sporco – Se teniamo alla pulizia delle nostre case, al di là di batteri e inquinanti l’uso delle scarpe negli interni aumenta lo sporco, dei pavimenti e dei tappeti ad esempio. Ciò comporta più tempo per pulire e un maggior utilizzo di prodotti per l’igiene, che nella maggior parte delle case non sono certo naturali.
  4. Usura – Sotto la suola spesso, anche se ci strofiniamo su un tappeto fuori dall’uscio di casa, rimangono sempre dei residui di sabbia, terra o sassolini incastrati, che rovinano le superfici all’interno, soprattutto se possediamo un parquet: questo comporta anche una loro sostituzione precoce, con una maggiore produzione di rifiuti.
  5. Rumore – Nei condomini l’uso delle scarpe può diventare una vera e propria questione di inquinamento acustic, o per lo meno di grave fastidio. Basti pensare alla vicina del piano di sopra, che cammina con i tacchi in giro per casa o fa le scale quando torna di notte.
  6. Comfort e salute – È vero che le scarpe possono essere comode, ma i nostri piedi sono nati liberi e ogni tanto hanno bisogno anche di tornare tali. Ecco che se siamo a casa e la superficie è pulita possiamo addirittura camminare scalzi, in inverno magari con degli antiscivolo.

    Ci sono studi infatti che dimostrano che tra i bambini, quelli che camminano di più scalzi hanno meno probabilità di sviluppare il piede piatto. Per la muscolatura del piede è in ogni caso un beneficio e riduce la formazione di calli e duroni.

Ci sono Paesi come il Giappone che hanno la tradizione di lasciare e far lasciare le scarpe fuori ai loro ospiti quando si entra in casa. Addirittura i Giapponesi prevedono l’uso di ciabatte differenti anche per le diverse zone della casa, in modo da isolare le zone “pulite” da quelle “sporche”.

Per qualcuno questo potrebbe essere troppo, ma è sicuramente consigliabile imparare ad usare a casa un paio di ciabatte, pantofole o antiscivolo, qualsiasi cosa sia sicura, comoda e igienica, magari preparare anche delle ciabattine per gli ospiti, almeno per quelli che entrano nella zona notte.

Sarebbe buona norma poi accumularle tutte vicino all’ingresso, meglio ancora in veranda, dove possono essere riparate, ma più arieggiate: magari in specifici armadietti, con lo spazio adeguato per il cambio o la pulizia.

20 gennaio 2015
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