C’è una sorpresa per chi pensava che le vecchie lampadine a incandescenza fossero destinate a scomparire: i ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) hanno ideato un nuovo prototipo di lampadina ad incandescenza molto più efficiente, che può arrivare ad un 40% di efficienza, con un costo annuo a lampadina di circa 70 centesimi di euro.

Si tratta di una scoperta straordinaria che consente agli estimatori della luce calda creata da questo tipo di lampadine di recuperarne il fascino. Uno dei difetti che vengono attribuiti ai LED e alle lampadine fluorescenti, che negli ultimi anni hanno sostituito le vecchie lampadine, è proprio il carattere freddo della luce che emanano, che dà un aspetto completamente diverso alle stanze in cui vengono installate.

Non sarebbe però l’unico punto dolente: le lampadine fluorescenti ad esempio contengono mercurio, molto inquinante, e quindi, pur durando molti anni, a fine vita devono essere smaltite nei centri specializzati. Alcuni esperti come John Marshall, docente di Oftalmologia presso lo University College di Londra sostengono addirittura che la loro luce, come anche quella dei LED (che dispongono di una lunghezza d’onda maggiore), sarebbe nociva per l’occhio e a lungo andare danneggerebbe la retina come fanno i raggi ultravioletti con la pelle.

Recuperare quindi le vecchie lampadine avrebbe non solo una valenza vintage, ma anche di risparmio energetico e di salute. Il prototipo creato dal MIT riesce ad avvicinarsi molto alle prestazioni di LED e lampadine fluorescenti, che hanno un 14% di efficienza, riuscendo anche a superare tali livelli. Si prevede che potranno arrivare ad un 40%.

Un bel salto se si pensa che per come erano realizzate prima la loro efficienza si fermava ad un 5%. Il 95% dell’energia veniva dispersa come calore all’esterno, sotto forma di radiazione infrarossa invisibile.

È proprio su questa che gli scienziati del MIT hanno agito per migliorare la tecnologia di queste lampadine: hanno posto un cristallo, all’esterno del filo di tungsteno (che arriva a 2.700 gradi Celsius di temperatura). La luce bianca che rientra nello spettro visibile riesce a passare attraverso il cristallo, mentre la luce infrarossa vi rimane intrappolata e va a riscaldare ulteriormente il filo che in tal modo produce anche più luce.

12 gennaio 2016
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I vostri commenti
maria, venerdì 15 gennaio 2016 alle21:34 ha scritto: rispondi »

ci sono molte cose interessanti nei vostri articoli che leggo con piacere

Francesco, martedì 12 gennaio 2016 alle19:05 ha scritto: rispondi »

Senza offesa, ma esistono anche le lampade WireLED, che emettono in 4 W quello che emetterebbe una da 35 W a incandescenza... su un lampadario a 8 lampade ho avuto modo di metterne 8 WireLED da 4 W (8x4 = 32 W), prima solo una lampadina a incandescenza avrebbe consumato più di quello che consumano le 8 attuali, con la sola differenza che ora sto' irradiando luce pari a 280 W di lampade di vecchia generazione).

Gian, martedì 12 gennaio 2016 alle15:53 ha scritto: rispondi »

Molto bene, così finalmente torneremo a vederci........

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