Alcuni giorni fa sul sito di informazione Peacereporter.net è uscito un articolo (un po’ inconsueto per i contenuti del giornale online) su alcune nuove tecnologie di cattura dello smog realizzate attraverso uno speciale asfalto, una pianta e delle innovative lampade.

Quest’ultimo caso si è rivelato particolarmente interessante perché in grado di applicare su degli oggetti di arredamento un’innovazione chimica capace di rendere innocue alcune componenti dell’inquinamento urbano in maniera sostanzialmente naturale.

CLEANLIGHT è il nome di questo progetto, che si è aggiudicato nel 2008 il “Premio per l’innovazione extra-ordinaria in risposta alle sfide del pianeta” del Veneto. Il progetto, gestito da un team di ricerca facente capo all’Università di Padova, ha messo a punto delle speciali lampade fotocatalitiche, ricoperte di una pellicola basata sul Biossido di titanio.

Questo prodotto è lo stesso alla base anche di un’altra innovazione, già commercializzata, chiamata Oxygena. In questo caso una comune piastrella per rivestire le pareti di un appartamento, con la stessa proprietà di riduzione della presenza di gas nocivi nell’aria.

Il procedimento alla base del Biossido di titanio è per molti versi simile a quello della fotosintesi clorofilliana delle piante, con cui condivide la capacità di contrastare lo smog. Nel caso delle piastrelle, la sollecitazione della luce solare reagisce con questo composto, attivando lo sprigionamento di ossigeno attivo.

Questo è a sua volta in grado, una volta sprigionato nell’aria, di attaccare i gas inquinanti tipicamente presenti nell’ambiente urbano a causa del traffico, quali il monossido di carbonio o il biossido di azoto, trasformandoli in immuni ioni nitrato.

Il tipo di lampada mangiasmog, disponibile anch’essa già in commercio, ottiene invece lo stesso risultato sostituendo la propria luce a quella del sole, attivando così il processo.

Il procedimento del Biossido di titanio è già conosciuto, ma solo ora ha iniziato a trovare alcune importanti applicazioni pratiche, come in questi due casi, di cui quello delle mattonelle ha ricevuto il beneplacito di Legambiente, che ne accredita in qualche modo l’effettiva compatibilità ambientale, sempre sospetta quando si utilizzano prodotti chimici.

17 febbraio 2009
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I vostri commenti
francesco, domenica 30 marzo 2014 alle20:36 ha scritto: rispondi »

le piastrelle mangia smog sono della ditta GRANITI FIANDRE.

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