Dai lama un vaccino universale contro l’influenza

Grazie a un anticorpo tipico di animali come lama, alpaca, cammelli e dromedari, presto potrà essere disponibile un vaccino universale contro l’influenza, in particolare in grado di attaccare i virus dei ceppi A e B. È quanto rivela un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Science, grazie a dei test condotti sui topi e in grado di garantire risultati positivi.

Lo studio è stato condotto dall’istituto californiano Scripps, scoprendo le potenzialità di un anticorpo contenuto principalmente nei lama, ma anche in altri animali simili. L’anticorpo in questione sarebbe in grado di neutralizzare ben 60 varianti dell’influenza umana, soprattutto quelle appartenenti ai ceppi A e B, quelli normalmente più diffusi. Potrà quindi essere realizzato un vaccino che, oltre ad aver fornito risultati promettenti nei primi test di laboratorio, risulterà anche per nulla invasivo poiché somministrato tramite un comodo spray nasale.

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Di norma, i comuni vaccini antinfluenzali hanno una cadenza annuale: poiché i virus dell’influenza mutano continuamente, è necessario mettere a punto una soluzione specifica per ogni singola stagione invernale. Con le ricerche condotte negli Stati Uniti, tuttavia, si è sviluppato un nuovo approccio basato proprio sugli anticorpi ricavati dai lama, capace di identificare delle componenti dei virus che raramente mutano da una variante all’altra, permettendo così di agire con un’unica vaccinazione su un ventaglio esteso di agenti infettanti.

Così ha commentato Alberto Mantovani, direttore scientifico Humanitas e professore presso l’Humanitas University, in un intervento per ANSA:

L’influenza rappresenta un grave problema di salute e paghiamo a caro prezzo la bassa copertura vaccinale, soprattutto dei soggetti più a rischio. I colleghi che conducono ricerche sugli anticorpi presenti in specie animali particolari come queste stipulano un’assicurazione sulla vita per l’umanità, perché questi studi permetteranno di combattere anche minacce future, che al momento non si possono prevedere.

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Così come già accennato, i test condotti sui topi sono promettenti: sia tramite iniezione che per inalazione, il vaccino ha protetto i roditori da un’ampia gamma di virus influenzali. A oggi, gli anticorpi dei lama rimangono attivi circa 9 mesi nei topi e 4 nei macachi rhesus, primati dalle caratteristiche simili all’uomo.

6 novembre 2018
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