Lago su Marte, acqua liquida scoperta dai ricercatori italiani

Per la prima volta in assoluto è stata trovata acqua liquida su Marte. I ricercatori italiani hanno scoperto un lago sotto la calotta ghiacciata del polo sud, il primo a essere rilevato sul Pianeta Rosso. È una grande scoperta poiché questa falda acquifera assomiglia alle decine di laghi subglaciali che si trovano sulla Terra, ad esempio in Groenlandia e in Antartide.

Al polo sud di Marte, sotto uno strato di ghiaccio di un chilometro e mezzo, c’è dunque un lago simile a quelli terrestri: ha un diametro di una ventina di chilometri e una temperatura che si attesta almeno a dieci gradi sotto lo zero, ma la presenza di sali disciolti e la pressione che esercita il ghiaccio sovrastante gli permettono di restare liquido nonostante il freddo.

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L’osservazione è stata fatta dal radar italiano Marsis grazie a un importante lavoro di squadra condotto da Asi, Era, Inaf, Università Sapienza, Roma Tre e Cnr, guidato da Elena Pettinelli, Enrico Flamini e Roberto Orosei. Spiega Carlo Barbante, esperto esploratore del polo sud, professore all’università di Venezia e direttore dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Cnr:

In Antartide abbiamo osservato molti bacini di questo tipo. Alcuni sono vecchi di 30 milioni di anni. Li studiamo anche per capire le possibili caratteristiche della vita nello spazio, ad esempio sulle lune di Giove. I laghi subglaciali in genere si trovano a grande profondità, oltre i 2,7 chilometri. La forza di gravità del ghiaccio permette all’acqua di restare liquida nonostante le temperature basse. Al loro interno abbiamo trovato forme di batteri capaci di vivere a pressioni enormi e temperature vicine allo zero, senza luce, sfruttando alcune delle sostanze chimiche disciolte.

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Aggiunge Roberto Orosei, il ricercatore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica che di Marsis è responsabile scientifico, e primo autore di una scoperta che cambierà il futuro dell’esplorazione su Marte:

Il primo segnale del lago è apparso per la prima volta nel 2008. Da allora abbiamo dovuto fare tanti di quei calcoli, modelli, controlli e ancora controlli. Marsis in dodici anni di osservazioni è passato sul Polo Sud decine di volte e ogni volta il segnale ricompariva, sempre uguale, indipendentemente dal trascorrere delle stagioni. Oggi possiamo dire che non esistono altre ipotesi: quello è il riflesso di un lago di acqua liquida.

Sotto quella profondità non si può più scavare ed è probabile che in quell’acqua liquida vi sia vita dato che quell’ambiente è inospitale, ma la scoperta intensificherà sicuramente la ricerca di altri stati sepolti d’acqua che potrebbero essere più ospitali.

26 luglio 2018
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