Un maxi lago di rocce fuse ricche di carbonio si trova nella zona di Yellowstone, neglio USA. Una superficie stimata dai ricercatori in circa 1,8 milioni di chilometri quadrati, che hanno scandagliato utilizzando una imponente rete di sensori sismici. Un fenomeno unico che nasconderebbe però notevoli pericoli per l’ambiente.

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A condurre lo studio sullo stato del carbonio al di sotto del territorio di Yellowstone un team di geologi della London university Royal Holloway. Secondo quanto ha riferito l’autore principale della ricerca, il Dott. Hier-Majumder:

Sarebbe impossibile per noi trivellare in profondità abbastanza da vedere il manto terrestre. Utilizzando questo massivo gruppo di sensori abbiamo disegnato un quadro dell’area utilizzando equazioni matematiche per interpretare cosa c’è sotto di noi.

Rilasciare nell’atmosfera appena l’1% della CO2 riscontrata equivarrebbe a bruciare 2,3 miliardi di barili di petrolio.

Il territorio interessato da questo include anche lo Yellowstone National Park, compresa l’area all’interno della quale si trova un super vulcano, oggetto di studio di una recente ricerca.

Questo vulcano rilascia circa 45 mila tonnellate di anidride carbonica al giorno, spiegano i ricercatori, e in caso di eruzione potrebbe addirittura portare a un “inverno nucleare”, in grado di uccidere 90 mila persone nell’immediato. La terra circostante verrebbe cosparsa di cenere fusa per una distanza dal parco nazionale di circa 1000 miglia.

16 febbraio 2017
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