Quando trascorriamo un inverno senza troppe piogge ci sentiamo meglio, non pensando però ai danni che l’assenza di precipitazioni causerà all’agricoltura o, più in generale, agli ecosistemi. Proprio per le scarse piogge ad esempio il Lago di Bracciano sta rischiando di scomparire e il disastro ambientale per questo bacino della Tuscia è praticamente dietro l’angolo.

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Gli ultimi rilievi parlano di una situazione allarmante in quanto i ricercatori del CNR hanno visto come il Lago di Bracciano abbia un livello di un metro e venti sotto lo zero idrometrico e, considerando che la soglia minima è di 1 metro e 50, ben si capisce come il pericolo sia imminente.

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Da mesi le associazioni locali stanno cercando di far presente alle amministrazioni locali e nazionali il problema e sono nati diversi gruppi e progetti che si muovono per cercare di salvare il lago di Bracciano, come Progetto Comune, Bracciano Smart Hub e altre.

Le accuse mosse da queste associazioni inoltre non riguardano solo il problema dell’abbandono del bacino idrico, ma anche il fatto che questa situazione si sarebbe verificata anche a causa dei troppi prelievi e della captazione di Acea che ha dimostrato invece, dal canto suo, di essere in regola e di rispettare i limiti.

La situazione è così molto critica e i biologi che hanno analizzato l’area hanno ricordato l’unicità del lago di Bracciano, che ha una ricchezza di flora e fauna praticamente unica in Italia e ospita anche un tipo di alga che prolifica solo qui.

Il rischio che il lago di prosciughi nel giro di diversi anni è dunque reale e, per evitare di perdere una ricchezza naturale come questa, è necessario intervenire immediatamente.

13 marzo 2017
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