Legambiente presenta i risultati finali della edizione 2014 di Goletta dei Laghi. Il bilancio di questa nona edizione è piuttosto negativo, con molti dei punti campionati risultati inquinati quando non “fortemente inquinati”. La campagna di campionamento è stata svolta dall’associazione ambientalista con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e di Novamont.

Sono 12 i laghi sottoposti ai controlli di Legambiente per un totale di 101 punti campionati, di questi ben 62 hanno evidenziato concentrazioni di batteri fecali oltre i valori previsti mentre in altri 39 casi i risultati hanno mostrato un forte inquinamento.

Responsabili secondo il rapporto il cattivo stato dei corsi d’acqua in relazione ai “reflui raccolti nell’entroterra” e gli “scarichi diretti a lago”, resi evidenti dalla mancata adeguatezza dei sistemi depurativi e fognari. A questi si aggiungono in alcuni casi la cementificazione delle coste così come le attività agricole e industriali.

Tra i bacini più a rischio quelli della Lombardia, con 38 su 58 i cui dati hanno mostrato numero oltre il consentito dalla legge. I laghi sottoposti ai controlli di Legambiente sono Iseo, Como, Maggiore, Varese, Lugano e Garda in Lombardia, Bolsena, Bracciano, Vico e Albano nel Lazio, Piediluco e Trasimeno per l’Umbria.

Classifica laghi inquinati 2014

Ha commentato Rossella Muroni, direttrice nazionale di Legambiente:

In questi anni la campagna ha saputo soddisfare la primaria esigenza di un monitoraggio puntuale della qualità delle acque ed è progressivamente cresciuta riuscendo a coinvolgere sempre più aree del nostro Paese e ampliando i contenuti, dalla tutela della biodiversità al sostegno a forme di turismo sostenibile. A maggior ragione in un momento economico così difficile siamo convinti che i laghi possano essere motori della green economy e diventare volani di sviluppo sostenibile.

Perchè questo accada è necessaria una pianificazione coordinata tra tutti gli attori coinvolti, ancora troppo spesso non attuata. Da qui il nostro sostegno a strumenti come i Contratti di Lago che possono far collaborare concretamente le istituzioni provinciali e regionali, le amministrazioni lacuali e quelle dell’entroterra, gli enti tecnici, le società di gestione, le associazioni e i cittadini.

Interventi che dovranno riguardare in modo particolare il sistema depurativo secondo Giorgio Zampetti, responsabile scientifico nazionale di Legambiente, a causa delle molteplici carenze evidenziate:

La carenza del sistema depurativo riguarda ancora un’estesa area del nostro Paese. Le conseguenze hanno un impatto sull’ambiente e sono anche economiche: rischiamo di dover pagare pesanti sanzioni per le procedure d’infrazione dovute al mancato rispetto delle direttive europee.

6 agosto 2014
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I vostri commenti
Giulio Abatecola, martedì 4 novembre 2014 alle22:40 ha scritto: rispondi »

Sono un iscritto a Legambiente di Orbassano (TO), sono contento di quello che fate, ma avrei da scrivervi cose in merito alla bellissima Ischia, che purtroppo..........

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