La compagnia dell’uomo potrebbe avere reso i cani pigri, almeno dal punto di vista delle capacità di problem solving. È quello che suggerisce uno studio condotto da Monique Udell, ricercatrice presso la Oregon State University, decisa ad analizzare la risposta a semplici rompicapi da parte di cani e di lupi. E, dai risultati della ricerca, sono proprio i lupi ad avere la meglio.

Quando posti di fronte a un problema da risolvere, sembra che i cani ricerchino l’aiuto del proprietario prima di tentare di risolvere da sé il rompicapo. Una caratteristica forse determinata dall’evoluzione e dal contatto continuo con gli umani, che ha portato i cani a dipendere letteralmente dai proprietari per alcune necessità.

La ricercatrice ha analizzato il comportamento di 10 cuccioli di lupo e 20 cani, provenienti da una buona varietà di razze, tra cui anche meticci. Ha quindi loro proposto un piccolo compito: quello di risolvere un rapido problema per accedere a una scatola, contenente del cibo. Il compito in questione richiedeva perseveranza, nonché una certa capacità di problem solving. Sottoposti al test, 8 lupi su 10 sono riusciti ad accedere correttamente alle leccornie nascoste. Dei 20 animali domestici, invece, solo uno ha resistito a sufficienza pur di ottenere il tanto agognato pasto. Nella maggioranza dei casi, il cane si è rifiutato di prestarsi al test, cercando con lo sguardo – o con altri comportamenti espliciti – la guida e i comandi del proprietario. Così ha spiegato la ricercatrice:

I lupi impegnano quasi tutto il loro tempo nel cercare di aprire la scatola, i cani quasi per nulla. È una differenza abbastanza impressionante. Questo porta all’aspetto chiave: i cani sembrano attendere qualche indicazione dagli umani per impegnarsi.

Difficile dire, tuttavia, se questa differenza di comportamento possa indicare livelli d’intelligenza altrettanto diversi. I lupi sembra richiedano il supporto umano solo quando necessario, mentre i cani attendono un segno dal proprietario per procedere. Questa constatazione porterà a una nuova fase di ricerca, dove l’esperta cercherà di capire se la genetica e gli stili di vita possano avere influito sulle capacità dei cani di risolvere problemi in modo autonomo. Marc Bekoff, dell’Università del Colorado, invita però a una certa cautela in questo tipo di analisi. Non sarebbe infatti possibile dividere cani e lupi in due grandi gruppi, perché all’interno dei cani vi sarebbe una vastissima varietà comportamentale, anche particolarmente rilevante da razza a razza.

16 settembre 2015
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