Da sempre l’acqua in bottiglia ha trovato fieri critici tra i gruppi ambientalisti. I motivi di queste critiche sono noti, e spesso fondati, ma da un po’ l’acqua minerale San Benedetto sta cercando di crearsi un’immagine il più possibile “green”.

In questo senso ha stipulato un accordo con il Ministero dell’Ambiente, finalizzato alla realizzazione di un programma di compensazione dell’impatto ambientale provocato dall’acqua imbottigliata. Il progetto si chiama Easy e al momento prevede già un sistema complesso per una stima precisa dell’inquinamento. Il Direttore generale del Ministero, Corrado Clini, ne ha spiegato recentemente i dettagli:

La collaborazione tra il Ministero e la San Benedetto, sulla base di un accordo volontario ha consentito di mettere a punto una metodologia di calcolo dell’impronta di carbonio e di individuazione delle misure tecnologiche e organizzative in grado di associare la riduzione delle emissioni con un risultato economico positivo in termini di riduzione dei consumi energetici e dei costi per l’impresa. Questa metodologia potrà essere estesa a tutto il settore delle acque minerali

Accanto a queste misure, la San Benedetto ha annunciato la produzione del primo prodotto carbon neutral: bottiglie da un litro, la cui produzione di CO2 verrà “neutralizzata” dall’acquisto di crediti di carbonio di tipo “VERs” derivanti dalla realizzazione, in Thailandia, di un impianto di generazione di energia termica dal biogas recuperato.

Il Presidente dell’azienda veneta, Enrico Zoppas, ha quindi potuto felicemente commentare:

L’attenzione che da anni l’Acqua minerale San Benedetto dedica al proprio ruolo sociale si è incrociata, grazie a questo accordo, con un progetto preciso di sostenibilità di cui oggi presentiamo il primo risultato, non un compito preso a caso, perché da sempre per noi è centrale l’armonia con l’ambiente, il rispetto della coerenza con la purezza del prodotto, il rispetto dell’integrità del paesaggio dal quale sgorga, il fondamentale apporto che porta all’equilibrio della salute di tutti. Ciò che facciamo ogni giorno nel contesto della nostra azienda ha una sua coerenza precisa, che nasce dal radicamento con il nostro territorio e che, ci auguriamo, possa diventare un modello di riferimento su scala sempre più allargata

Eppure, per quanto positivo potrà essere l’impegno della San Benedetto, ci sentiamo di augurarci che il Ministero si faccia contemporaneamente carico di una campagna di sensibilizzazione per il consumo dell’acqua dal rubinetto, probabilmente l’unica reale soluzione all’inquinamento da “acqua imbottigliata”, che di certo non si riduce soltanto all’emissione di C02.

30 giugno 2010
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