Qui si rischia la bancarotta. No non stiamo parlando delle Grecia, né della precaria situazione dell’Italia: in gioco è l’economia ecologica del nostro pianeta. Provate a pensare la nostra vecchia Terra come un enorme sistema economico capace di produrre oggetti e materiali in grande quantità, ovvero capace di ri-prodursi. Bene, secondo le ultime statistiche, l’uomo sta per iniziare ad approfittare anche di quelle risorse minime che servono al sistema per rigenerarsi. In altre parole, secondo il Global Footprint Network, la rete che calcola la biocapacità globale del pianeta, stiamo per “indebitarci” pesantemente.

A raccogliere l’allarme il WWF che svela:

Oggi estraiamo e utilizziamo circa 60 miliardi di tonnellate di materie prime l’anno: è il 50% in più rispetto a 30 anni fa. È come se mettessimo in circolazione ogni anno 40 miliardi di automobili che per essere parcheggiate richiederebbero uno spazio delle dimensioni di Italia e Austria messe insieme. Ogni essere umano utilizza in media oltre 8 tonnellate di risorse naturali l’anno, 22 chili al giorno. Se si includono i materiali di estrazione inutilizzati, il conto sale a 40 chili pro capite al giorno.

Un ritmo assolutamente insostenibile. E, avvertono gli esperti, le green tech saranno utili, ma non risolutive. Roberto Brambilla della Rete Lilliput – associazione che da anni promuove la nonviolenza nel nostro Paese – ha chiarito bene le questioni in gioco:

Spingere sul miglioramento tecnologico è necessario e in particolare l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili giocheranno un ruolo fondamentale. Ma non possiamo pensare di vincere questa partita senza intervenire anche sugli stili di vita. Prendere l’autobus al posto della macchina una o due volte in più a settimana, ridurre il consumo della carne, sostituire lo spostamento materiale con lo spostamento di informazioni sul Web sono tutti modi per migliorare la nostra vita alleggerendone l’impatto ambientale.

Insomma, la parola d’ordine per il futuro potrebbe davvero diventare la decrescita – vi rimandiamo, in questo senso, a una nostra intervista a Paolo Cacciari. Ma questo vorrebbe una rivoluzione non solo etica e dei costumi, ma anche forse politica. e il cammino ci sembra, ahinoi, ancora lungo e in salita.

26 settembre 2011
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, venerdì 30 settembre 2011 alle20:02 ha scritto: rispondi »

Possiamo fare tutte le economie, ricerche, riciclaggi, ed ogni sorta di acrobazia ambientale, ma il vero problema di fondo è lo spaventoso aumento della popolazione mondiale e le risorse della Terra, purtroppo limitate. 

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