La Terra di notte: NASA mappa le luci notturne, foto e video

Jurij Gagarin, primo uomo a viaggiare nello spazio, descrisse nell’ormai lontano 1961 il nostro pianeta visto dall’alto con la celebre frase: “Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini”. Una visione di cui oggi tutti possiamo godere, grazie alle nuove tecnologie e ai satelliti in orbita. Tra questi c’è anche il Suomi National Polar-orbiting Partnership, lanciato dalla NASA nel 2011 e oggi in grado di fornire spettacolari immagini del nostro mondo.

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L’agenzia statunitense ha usato quelle catturate di notte per creare una Lights Map, ovvero una mappa dalla quale si possono osservare le fonti luminose terrestri. L’effetto è suggestivo, ma c’è molto da raccontare oltre all’impatto estetico.

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L’occhio tecnologico del satellite fotografa le zone della Terra maggiormente interessate dall’inquinamento luminoso (nel nostro Paese soprattutto il Nord e più in particolare la Pianura Padana), un fenomeno in forte crescita negli ultimi anni: basti pensare che oltre un terzo della popolazione mondiale non è in grado di distinguere a occhio nudo la Via Lattea nel cielo.

Se è confermato che in termini di illuminazione pubblica nel corso del tempo si è arrivati a raggiungere importanti traguardi per quanto riguarda la riduzione dei consumi energetici, è altresì vero che l’impiego dei LED ha spinto ad essere meno parsimoniosi quando si tratta di calibrare la quantità di luce emessa. Insomma: si consuma di meno, ma si illumina di più. Molto di più. Ne è la prova quanto si osserva nel nord dell’India, un’area che di notte appare dall’alto come un’unica gigantesca metropoli.

La Terra disegnata dalla NASA rappresenta inoltre la prova inconfutabile di come i conflitti e le guerre stiano progressivamente (e per sempre) cambiando il volto del nostro pianeta: puntando l’occhio elettronico del satellite sulla Siria, ad esempio, si può notare come la città di Palmira sia completamente e tristemente sparita dal 2012 a oggi.

14 aprile 2017
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