Dopo gli scontri, il giallo. Il progetto della TAV italo-francese, il treno ad alta velocità Torino-Lione che per nulla piace ad ambientalisti e comitati locali, potrebbe diventare l’ultima vittima della crisi economica. Nei giorni scorsi, infatti, il ministro del Bilancio francese Jerome Cahuzac aveva tirato fuori l’ipotesi di un passo indietro della Francia per questioni di budget.

I no-tav hanno brindato, visto che uno dei molti motivi del loro no sta proprio nei costi di questo enorme progetto. Ma il brindisi è durato poco, visto che il nostro ministro alle Infrastrutture, sempre lui, Corrado Passera, si è affrettato a precisare che le parole del collega francese sono state fraintese:

Non c’è in nessuna delle loro ipotesi una modifica a piani approvati. Eventuali dubbi dei francesi riguardano solo progetti non definiti. Invece la Torino-Lione è un progetto sancito dagli accordi internazionali, e quindi è confermato e va avanti come da programma.

A dirla tutta, però, a mettere i bastoni fra le ruote del ministro italiano ci ha pensato un altro nostro connazionale: il vicepresidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, che in merito alla TAV ha affermato:

Bisogna andare avanti, la Torino-Lione non si può fermare anche perché l’Unione europea ha già fatto la sua parte. Sono stato io, a fine 2008, a firmare il primo stanziamento da 670 milioni di euro per l’alta velocità.

In sintesi: i soldi europei sono stati presi e quindi la TAV si farà. Ma non è nemmeno così semplice perché l’ennesimo ministro, di nuovo francese stavolta, si inserisce nel dibattito per complicarlo ancora un po’. Si tratta di Frederic Guvillier, titolare del dicastero dei Trasporti, che ha ribadito l’importanza del progetto dell’alta velocità ma anche la necessità che l’UE apra di nuovo il portafogli:

Il progetto è legato ad accordi internazionali e a un trattato abbiamo dato la nostra parola e non torneremo indietro. Serve però un nuovo accordo per trovare altri finanziamenti, anche dall’Europa.

Ping, Pong: Siim Kallas, Commissario europeo ai Trasporti, parla di un “progetto di Italia e Francia” e chiude i cordoni della borsa. Sull’ipotesi che l’Europa metta altri soldi nel progetto TAV Kallas è molto chiaro:

Se gli Stati membri ci danno soldi bene, altrimenti non possiamo considerare risorse che non abbiamo. La fonte principale del finanziamento di questo progetto sono soprattutto gli Stati membri, e la parte di competenza comunitaria è relativamente modesta.

In un periodo di lacrime e sangue come quello che l’economia europea sta vivendo in questi ultimi mesi, quindi, il progetto dell’alta velocità Torino-Lione sembra rallentare. D’altronde, dopo i tagli alle spese e gli aumenti delle tasse, sembra molto difficile che il Governo Monti possa trovare il coraggio di chiedere ulteriori sacrifici agli italiani per un treno che la stragrande maggioranza della popolazione non prenderà mai in vita propria.

Fonti: Asca, Il Fatto Quotidiano, Il Sole 24 Ore

16 luglio 2012
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