Se nel nostro Paese fra moratorie sul nucleare e tagli alle rinnovabili appare difficile comprendere quale sia la strategia energetica anche solo per il breve-medio periodo, altrove si guarda molto più in là. In Svizzera, ad esempio, si discute in questi giorni il progetto che il governo elvetico ha definito: strategia energetica 2050.

E, sorpresa, la Svizzera annuncia che abbandonerà l’energia nucleare, in favore di un potenziamento di quella idroelettrica e delle fonti rinnovabili. Il Fatto Quotidiano nel dare la notizia dà giustamente risalto allo smacco per i pro-nuclearisti di casa nostra:

Un altro paese europeo si appresta a dare il ben servito l’energia nucleare.

In realtà, anche se la spinta dei movimenti anti-atomo è stata molto forte, dietro al decisione delle istituzioni svizzere sembrano esserci anche altre considerazioni. L’addio alle centrali atomiche sarà infatti graduale e consisterà, semplicemente, nel portare a fine ciclo le quattro attualmente in funzione, senza sostituirle. L’ultima verrà “spenta” nel 2034, lasciando al Paese tutto il tempo per sviluppare le fonti alternative di approvvigionamento necessarie.

Le ragioni per questa svolta sono allora eminentemente economiche. Interessante, allora, è leggere i commenti di un articolo pubblicato da TicinoNews e scritto dal segretario cantonale del PDD, che affronta la questione da un punto di vista dichiaratamente non ambientalista:

L’energia nucleare è oggi una fonte assolutamente indispensabile. Fornisce elettricità a prezzi bassi, senza produrre CO2. Le centrali nucleari svizzere sono sicure, non vanno quindi chiuse domani. Dobbiamo con forza respingere gli spauracchi e la facile demagogia rosso-verde. È irresponsabile portare il nostro Paese in una situazione di palese ammanco e di totale dipendenza dall’estero. Con il conseguente aumento dei prezzi per famiglie e aziende.

Dopo i recenti avvenimenti, era tuttavia lecito e responsabile disegnare una strategia a lungo termine volta a portare il nostro Paese a dotarsi di un approvvigionamento sicuro e indipendente. Sia in termini di protezione della popolazione e dell’ambiente sia in effettiva disponibilità di energia per i bisogni del nostro Paese. Siamo una società divoratrice d’energia. Un fatto indiscutibile. Una tendenza che difficilmente sarà arrestata a medio termine.

La costruzione di nuove centrali necessiterà di investimenti miliardari con lo scenario di un aumento dei costi di produzione e di vendita. Nel contempo le energie rinnovabili diventano (e diventeranno) sempre meno care.

Insomma, pur se favorevoli all’energia nucleare, queste argomentazioni contraddicono i discorsi del pro-nuclearista medio: le centrali saranno anche abbastanza sicure (anche se noi ci permettiamo di dissentire), ma sono care e poco vantaggiose per gli scenari futuri. Speriamo che anche i nostri governanti prendano appunti.

27 maggio 2011
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I vostri commenti
Elbusodelbuso, domenica 29 maggio 2011 alle22:13 ha scritto: rispondi »

Italia terzo mondo!!!!

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