La Spagna è in bolletta e decide di tassare i ricavi della vendita di elettricità. Il ministro dell’Energia José Maria Soria ha annunciato l’arrivo di una tassa del 6% sulla generazione elettrica. Non si salva nessuno: la dovranno pagare i produttori da fonti termoelettriche, rinnovabili, nucleare.

Verrà detratta dai ricavi che i produttori fanno vendendo l’energia, compresi quelli derivanti dagli incentivi al fotovoltaico. I produttori da nucleare pagheranno la tassa sui rifiuti radioattivi, quelli da idroelettrico pagheranno in base all’acqua che utilizzano. Viene introdotta anche una tassa differenziata in base all’inquinamento prodotto per il carbone e il petrolio utilizzati nelle centrali elettriche.

Con questa stangata la Spagna cercherà di ridurre il cosiddetto “tariff deficit“, cioè le rilevanti perdite per lo Stato derivanti dal mantenimento delle tariffe elettriche artificiosamente basse per sostenere l’economia. Una pratica molto simile a quella vista in Italia con la famosa legge “Salva Alcoa”, che in Spagna ha causato un buco da 24 miliardi di euro nel 2011 e che potrebbe arrivare a 50 miliardi nel 2015 se il Governo non prendesse delle contromisure.

Ma le ha prese, con questa nuova tassa, facendo infuriare i produttori di energia elettrica. Specialmente quelli da fotovoltaico che, non molti mesi fa, avevano già avuto in regalo un bel taglio retroattivo delle tariffe incentivanti.

17 settembre 2012
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