Mulino Bianco non ha bisogno di presentazioni, in Italia è sinonimo di biscotti e merendine. Ma Barilla non si sta accontentando di essere il leader di mercato in questi settori, i vertici aziendali hanno puntato con decisione sulla sostenibilità nella produzione e sulla scelta di materie prime di qualità.

Per capire quale sia l’approccio adottato e i risultati raggiunti abbiamo intervistato Julia Schwoerer, Direttore Marketing & Brand Development Mulino Bianco.

Uova, zucchero, latte, olio, farina. Sono soltanto alcuni degli ingredienti che si trovano nei prodotti Mulino Bianco. Come avviene la selezione delle materie prime e quali sono le caratteristiche fondamentali di cui tenete sempre conto?

Nel corso degli anni Mulino Bianco ha seguito l’evoluzione della società e le esigenze dei consumatori evolvendosi in linea ad essi e coerentemente alla propria mission: realizzare prodotti buoni, sicuri e genuini, fatti con ingredienti di qualità. Questo percorso è iniziato con un forte focus sulla qualità degli ingredienti: la rigida selezione delle materie prime da fornitori certificati, l’eliminazione di grassi idrogenati e il non avere mai utilizzato dolcificanti artificiali e coloranti nei prodotti, la scelta di non utilizzare OGM. Un team di 65 professionisti effettua più di 100.000 controlli ogni anno con il compito di scegliere gli ingredienti, controllarne la qualità ed assicurare che siano preservati da contaminazioni chimiche e microbiologiche.

Ogni giorno vengono selezionate le farine migliori per i prodotti con un controllo sulle origini, le caratteristiche e su come reagiranno in fase di impasto, un’attività che richiede più di 40.000 controlli all’anno.
Per quanto riguarda il latte, l’azienda utilizza latte fresco proveniente da stalle italiane della pianura padana e del Centro Italia su cui vengono fatti oltre 6.000 controlli ogni anno. Il latte viene consegnato dalle stalle al centro di raccolta, pastorizzato e consegnato alle fornerie entro 48 ore.
Particolare attenzione è rivolta alla scelta e utilizzo delle uova. Per i suoi prodotti Mulino Bianco ha scelto di usare esclusivamente uova fresche di cat. A di galline allevate a terra, in quanto questa tipologia di allevamento è più rispettosa del benessere animale. Le galline, inoltre, sono nutrite solo con mangimi vegetali senza coloranti artificiali.
Paragonati alle gabbie questi sistemi permettono alle galline una libertà di muoversi, spiegare e sbattere le ali e volare decisamente maggiore, vivendo e comportandosi in modo maggiormente naturale, becchettando, facendosi le unghie e deponendo le uova in un nido chiuso. Le uova vengono pastorizzate entro 48 ore dalla deposizione e consegnate entro la giornata successiva, non passano più di 3 giorni dalla deposizione alla consegna delle uova fresche.

L’olio di palma viene ancora utilizzato ampiamente nell’industria dolciaria ma gli ambientalisti ne hanno sempre messo in risalto gli aspetti negativi sia ambientali, sia nutrizionali. Mulino Bianco che cosa propone in questo senso?

Per quanto riguarda la qualità degli ingredienti, Mulino Bianco è alla costante ricerca del miglior equilibrio tra struttura, consistenza, fragranza, nutrizione e sapore del prodotto finito. In riferimento alle materie grasse alimentari, l’olio di palma in particolare soddisfa in pieno queste esigenze:

  • Il sapore dell’olio di palma è neutro
  • Si conserva particolarmente bene e mantiene inalterate le caratteristiche del prodotto nel lungo termine
  • Consente di sostituire completamente i grassi idrogenati

Per taluni alimenti non esiste ancora un’alternativa vegetale a quest’olio senza che ne risultino profondamente modificati la struttura, l’aspetto, il gusto e il tempo di conservazione.

Da un punto di vista ambientale, quando viene prodotto in modo sostenibile, rimane una delle soluzioni più praticabili per rispondere alla crescente domanda mondiale di oli vegetali. In questo contesto le linee guida dettate dall’RSPO (Roundtable Sustainable on Palm Oil) sono il punto di riferimento mondiale per la produzione di olio di palma sostenibile. Inoltre, se paragonato ad altri oli vegetali, l’olio di palma risulta avere un ridotto impatto ambientale essendo caratterizzato da basse superfici coltivate in relazione alle elevate rese produttive.

Infine, per quanto riguarda gli aspetti nutrizionali, i più recenti studi scientifici, tra cui quello condotto dall’istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri [Palm oil and palmitic acid: a review on cardiovascular effects and carcinogenicity (Fattore E et al, 2013)] e dall’ONU, hanno notevolmente ridimensionato il ruolo negativo degli acidi grassi saturi sull’innalzamento del colesterolo sanguigno, principale fattore di rischio delle malattie cardiovascolari. In particolare è stato dimostrato che l’acido palmitico contenuto nell’olio di palma ha un effetto neutrale sul colesterolo sanguigno.

Il miglioramento costante del profilo nutrizionale dei prodotti rappresenta comunque l’ulteriore impegno dell’azienda verso la qualità: l’attenzione sempre crescente sull’importanza dell’alimentazione sana ed equilibrata, in linea con le linee guida sulla salute promosse dalle istituzioni, ha portato Mulino Bianco a scegliere di investire in tecnologia ed innovazione per migliorare il profilo nutrizionale di 37 suoi prodotti (merende e pani) negli ultimi 3 anni (2010-2012) con l’obiettivo di ridurre le percentuali di sale, di grassi saturi e non saturi e di aumentare la quantità di fibre. Tra i vari interventi, questo impegno ha prodotto, in particolare nel PanBauletto Bianco, la sostituzione di olio di palma e destrosio con olio extravergine d’oliva e zucchero. Oggi PanBauletto Bianco è così il primo pane industriale con tutti ingredienti naturali.

Negli anni Mulino Bianco ha intrapreso una politica attenta al consumo di acqua. Che risultati avete ottenuto e quali sono gli obiettivi per il futuro?

Il risparmio delle risorse è certamente uno dei principi cardine della filosofia Mulino Bianco e l’acqua è la risorsa più importante che garantisce la vita sul pianeta e per questo ha bisogno di essere tutelata, soprattutto perché non infinita. L’Italia è il primo paese in Europa per il consumo di acqua ed il terzo a livello mondiale con un impiego di 1.200m3. E’ quindi necessario ridurre il più possibile i consumi e gli sprechi, soprattutto per un’azienda come Barilla che fa dell’impegno per il benessere del pianeta un suo baluardo.
Mulino Bianco, che nei suoi stabilimenti utilizza l’acqua per diverse funzioni (come ingrediente ma anche per lavare e raffreddare gli impianti), ha studiato – e continua a farlo costantemente – modi per usare sempre meno acqua e, quando possibile, reimpiegarla. Grazie agli sforzi e alle metodologie di impiego applicate, nel corso di 8 anni (2004-2012) i consumi di acqua sono diminuiti del 50%. Per dare meglio un’idea, con l’acqua risparmiata (più di 500.000m3) si potrebbero riempire circa 210 piscine olimpioniche o si potrebbe permettere a 48.000 persone di farsi la doccia per un anno!

Per raggiungere questi risultati sono stati implementati i seguenti progetti:

  • recupero delle acque provenienti dall’impianto di trattamento delle acque nello stabilimento di Cremona
  • recupero delle acque di raffreddamento prima a circuito aperto a Castiglione delle Stiviere
  • riduzione dei consumi attraverso sistemi automatici di erogazione dell’acqua con fotocellule
  • eliminazione delle perdite attraverso una ristrutturazione delle reti idriche più datate attraverso un sistema di contatori per effettuare un sofisticato bilancio dell’acqua. Introdotto per la prima volta nello stabilimento di Rubbiano, lo si sta estendendo alle altre fornerie

Per quanto riguarda l’utilizzo di energie rinnovabili quali sono stati fino ad oggi i risultati raggiunti da Mulino Bianco? È ipotizzabile un Mulino Bianco 100% rinnovabile nei prossimi anni?

Oltre alla tutela dell’acqua, anche il risparmio energetico è diventato una priorità per il pianeta. Non è solo la quantità di energia consumata ad essere rilevante: anche la fonte di approvvigionamento è un fattore decisivo per la tutela dell’ambiente. Mulino Bianco ha effettuato nel corso degli anni una serie di interventi per ottimizzare l’utilizzo di energia termica ed elettrica e contribuire così al risparmio delle risorse combustibili e alla riduzione delle emissioni di CO2. Come per secoli i Mulini sono stati alimentati dalla sola acqua corrente, così l’energia elettrica che oggi fa funzionare le fornerie si può dire nasca solo da fonti pulite come l’acqua, il sole e il vento, grazie al fatto che tutta l’energia elettrica è coperta con speciali certificati d’origine garantita (una volta denominati RECs – Renewable Energy Certificate System). Si tratta di uno strumento volontario per la commercializzazione di certificati che attestano la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Per tutta la quantità di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili vengono emessi dei certificati che ne attestano la reale produzione. Questi certificati possono essere acquistati, consentendo una loro commercializzazione. Per ogni MWh di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili viene emesso un certificato.
Poiché non è possibile seguire fisicamente il flusso di distribuzione dell’energia elettrica, i fornitori di energia elettrica garantiscono che i volumi di energia elettrica distribuiti sono generati da sorgenti rinnovabili e che questi volumi sono venduti solo una volta.
Utilizzare energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili anziché da fonti tradizionali permette di dimezzare le emissioni di gas serra generate dall’utilizzo di energia nell’intera produzione Mulino Bianco.
In questo modo, grazie alla scelta fatta da Mulino Bianco, si stima si possa evitare l’emissione di 41.000 ton/anno di CO2 equivalente.

Tra le richieste arrivate a “Nel Mulino che Vorrei” è stata proposta dai consumatori anche una linea di prodotti biologici (http://www.nelmulinochevorrei.it/idee/2399/mulino-bio-linea-premium-100-organic.htm). Dobbiamo aspettarci una linea bio da Mulino Bianco?

“Nel Mulino che Vorrei” è da sempre una piattaforma fondamentale per Mulino Bianco, perché ci permette di mettere l’ascolto delle persone al centro delle nostre iniziative.
Si pensi che tramite il sito “Nel Mulino che Vorrei” lanciamo continui sondaggi, cui partecipano in media più di 35.000 persone. Abbiamo raccolto 20.000 discussioni, oltre 6.000 nuove idee, di cui 20 già realizzate e 10 in corso di realizzazione.
In questo contesto, le migliaia di proposte che passano attraverso il sito, vengono valutate e alimentano la nostra forte passione per le idee nuove. Sebbene l’idea di lanciare una linea di prodotti biologici non sia ancora tra quelle in corso di realizzazione, siamo costantemente impegnati in un gran numero di progetti che puntano alla massima qualità per le persone, unita al massimo rispetto per l’ambiente. Ecco alcuni esempi concreti:

  • Da tempo abbiamo scelto di rinunciare a utilizzare coloranti, grassi idrogenati, additivi edulcoranti e conservanti.
  • Per i nostri prodotti, abbiamo scelto di utilizzare solo uova fresche di galline allevate a terra, una forma di allevamento rispettosa del benessere degli animali.
  • Abbiamo messo a punto una nuova modalità di cottura (forno al vapore) con cui siamo riusciti ad ottenere biscotti gustosissimi, utilizzando il 30% di grassi in meno.
  • Abbiamo creato 12 nuovi prodotti «benessere», con ingredienti riconosciuti utili per la salute.

…e molto altro ancora

26 settembre 2013
I vostri commenti
loredana, martedì 25 marzo 2014 alle8:12 ha scritto: rispondi »

Buongiorno, sono una mamma di due bimbi e sono perfettamente d'accordo con te ! prima non prendevo i prodotti dolciari dei discount o le sottomarche perche' oltre ai grassi idrogenati contenevano OLIO DI PALMA, ultimamente ho notato che TUTTI i biscotti Mulino Bianco li contengono. Sicuramente il motivo e' risparmiare. Ma perche' devo pagare di piu' e avere un prodotto scadente ????? e quindi mi rivolgo ad altri. Ciaooooo e buona giornata ps: Menomale che gli utenti sono bambini !

Silvano Ghezzo, giovedì 26 settembre 2013 alle22:32 ha scritto: rispondi »

Improvvisamente l'olio di palma è diventato un "toccasana". Ho il "vago sospetto" che, visto il suo basso costo, gli interessi economici giochino un rilevante ruolo nelle "ricerche nutrizionali" . Spero di sbagliarmi...

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