Auto elettrica, si inizia dalle flotte. Pubbliche. Che le città alle soglie dell’era delle smart cities debbano ripensare al loro ruolo e al loro funzionamento è fuori da qualsiasi dubbio e la mobilità è uno dei punti cardine. L’utilizzo di mezzi elettrici per tutto ciò che è pubblico rappresenta il terreno sul quale si dovranno mettere a punto le strategie per il passaggio a una mobilità più sostenibile e meno inquinante. E la pubblica amministrazione è già oggi un terreno sul quale si deve intervenire. Le esigenze di mobilità della PA, infatti, sembrano essere fatte apposta per l’elettrico.

Tragitti brevi ma frequenti, grandi percorrenze annuali e spostamenti tra sedi decentrate che possono diventare i primi hub di ricarica dei veicoli elettrici sia per il pubblico, sia per i cittadini, sono solo alcuni dei vantaggi delle auto elettriche, come la Leaf che Nissan ha dato in prova a una serie di Enti locali, con l’intenzione di farne un banco di sperimentazione.

Firenze: «Firenze dà un taglio alle auto ‘blu’ e sceglie le auto ‘verdi’»

«Firenze dà un taglio alle auto ‘blu’ e sceglie le auto ‘verdi’ – ha dichiarato il sindaco Matteo Renzi – da quest’anno, sempre maggiori incentivi in termini di transito in Ztl, ed entro il 2016 di riservare l’ingresso in città solo a chi avrà un’auto elettrica o un car sharing elettrico. La spinta verso l’elettrico fa parte di una strategia complessiva che punta a diminuire le emissioni del 20% entro il 2020 e che tiene insieme anche le pedonalizzazioni, il Piano strutturale a ‘volumi zero’ e il recupero di parchi e giardini». In realtà tutta l’Italia è un formidabile campo di sperimentazione per la mobilità sostenibile proprio per le difficoltà della mobilità cittadina, dovuta molto spesso alla presenza di ambienti splendidi e complessi come i centri storici che rappresentano un valore, ma anche una sfida per la modernità. Oltre a Firenze, dove per inciso è stata istituita la prima Ztl in Italia nell’ormai lontano 1988 e che era all’epoca la più estesa in Europa, anche un’altra città “problematica” sotto al profilo della mobilità come Perugia sta investendo sui veicoli elettrici, dopo aver utilizzato con profitto in un centro storico innovazioni come le scale mobili e la “mini”metropolitana di superficie.

Perugia: «Volontà d’innovare con trenta anni di progetti»

«La vocazione a innovare la città di Perugia non nasce da oggi. Perugia può vantare – dice il Sindaco Wladimiro Boccali – oltre trent’anni di progetti considerati esempi di eccellenze in Europa e nel Mondo. Dalle prime scale mobili degli anni ’70, al “Minimetrò”, il primo sistema di metropolitana di superficie inserito in un contesto urbano a forte impronta storica, culturale, ambientale e architettonica della città, fino alla recente incentivazione verso la mobilità elettrica, una delle più importanti priorità delle attività di Programma per la mobilità sostenibile a Perugia anche nell’ambito della sua candidatura, insieme ad Assisi, a “Capitale Europea della Cultura 2019″. Ne è esempio concreto la scelta di Enel Distribuzione di individuare Perugia quale città pilota per l’installazione delle prime infrastrutture di ricarica pubblica per veicoli elettrici». E il sud sul fronte della sperimentazione non è da meno. Grazie ai fondi europei, infatti, si stanno sviluppando anche nel meridione progetti di mobilità sostenibile che potrebbero, in un futuro ormai prossimo, rendere i veicoli elettrici sostenibile e a zero emissioni al 100% grazie, per esempio, al raggiungimento della grid parity del fotovoltaico che in una regione come la Sicilia è già una realtà.

Palermo; «Occasione utile per avviare incrementare colonnine ricarica»

«Ringrazio Nissan Italia – ha detto il Sindaco Orlando – per aver scelto anche la città di Palermo come luogo di buona vivibilità e trasporto urbano. L’occasione è utile anche per costituire in un prossimo futuro un tavolo di lavoro con Amat, Car Sharing ed Enel per l’incremento di installazioni di colonnine elettriche di ricarica grazie ai fondi europei a disposizione per sviluppare la cultura della mobilità con auto elettriche». L’analisi del rapporto costi benefici dei mezzi elettrici non è, però, solo prerogativa esclusiva di grandi centri urbani assediati dall’inquinamento e dalla congestione, ma anche dei piccoli comuni che spesso si trovano, loro malgrado, in aree problematiche come quelle della Pianura Padana.

Melpignano e Traversetolo: «Non c’è futuro senza un nuovo paradigma legato ai trasporti»

«Due comuni dell’Associazione Comuni Virtuosi, Melpignano, in Provincia di Lecce e Traversetolo in Provincia di Parma, hanno ricevuto in utilizzo due Leaf, esattamente per sperimentare il cambio di paradigma nei trasporti anche nei piccoli centri che per caratteristiche e orografiche e storiche non hanno meno problemi dei grandi centri». Si tratta di un’inedita sperimentazione che vede due piccoli comuni, entrambi sotto i 10mila abitanti, in due zone d’Italia profondamente diverse e che dovrebbe portare a risultati interessanti sotto al profilo dell’utilizzo dell’auto elettrica, mentre in Emilia Romagna si è puntato a mettere sotto torchio l’auto e le stazioni di ricarica sulle le lunghe percorrenze.

Emilia Romagna «Veicoli elettrici protagonisti della mobilità sostenibile»

«La Leaf di Nissan è stata inserita all’interno della Settimana per la Mobilità sostenibile, durante la quale la si è provata al “limite” della percorrenza di 200 chilometri andando da Bologna a Forlì e Ravenna, utilizzando le colonnine di ricarica già funzionanti e testando sul campo le tessere per la ricarica messe a disposizione dal Hera Comm».

Oltre a ciò sarà interessante vedere come la Pubblica amministrazione utilizzerà i sistemi telematici di cui la Leaf è dotata, sia nell’utilizzo quotidiano, sia per programmare i futuri punti per la ricarica elettrica che dovranno essere oggetto, sicuramente, di studi accurati sia da parte dei decisori istituzionali, sia da parte delle compagnie attive nella distribuzione elettrica.

Approfondisci nello speciale: “La nuova Nissan Leaf: opinioni a confronto”

4 novembre 2013
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