Nasce negli Stati Uniti la prima prigione vegetariana, ma il suo intento non è quello di riunire tutti i criminali amanti di lattuga e verdure varie. L’idea è nata in quel di Phoenix, Arizona, e si propone di ridurre le spese e di gestire in modo sapiente il budget carcerario tramite l’alimentazione veg. Non ne saranno forse contenti i carcerati onnivori, tuttavia sembra che un simile piano riesca a salvare 100.000 dollari l’anno, sebbene non sia dato sapere se tale denaro verrà poi impiegato in altre attività di assistenza e recupero dei condannati.

È stato lo sceriffo Joe Arpaio ad avanzare l’insolita proposta: sostituire i pasti a base di carne con della soia, per garantire comunque un giusto apporto proteico pur rinunciando ai prodotti di origine animale. Un risparmio annuo di 100.000 dollari che si tradurrà anche in una migliore salute alimentare dei carcerati, nonostante quest’ultimo sia più un effetto collaterale che un proposito perseguito dall’istituzione carceraria.

Non è la prima volta che la struttura di Manicopa County, e soprattutto il suo sceriffo, fa parlare di sé. Nel 1993 vi è stata la costruzione di alcune celle a tenda, forse per contenere più criminali, e da qualche anno i reclusi sono obbligati a indossare dell’intimo rosa fosforescente.

Grazie al servizio trasmesso dal canale Fox 10 Phoenix, però, si apprende come i carcerati non siano particolarmente felici di questo nuovo regime alimentare: i neonati cibi a base di soia sono già stati ribattezzati “slop”, ovvero brodaglia.

Non si può di certo dar loro torto: dal filmato appare evidente come la svolta vegetariana non si stia dirigendo verso le tante prelibatezze della cucina vegetale né tantomeno verso i piatti dei ristoranti veg più in voga del pianeta. In un grande pentolone vengono mescolate soia, piselli, cornetti e altri ingredienti fino a raggiungere un composto dalla consistenza abbastanza indefinibile, sui toni del marrone e di certo non particolarmente stuzzicante per il palato.

23 settembre 2013
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