Sembrano essere impermeabili alle sempre più numerose voci di protesta i progetti di ENEL nell’ambito del nucleare che, secondo Fulvio Conti, vedranno l’entrata in funzione della prima centrale nel 2020.

L’amministratore delegato della SpA, intervenuto ai microfoni di RAI Educational (la trasmissione andrà in onda oggi su RAI Due), si dichiara ottimista sui tempi di realizzazione degli impianti, così come sulla gestione delle scorie derivanti dai processi di produzione dell’energia che Conti definisce un “problema trascurabile”.

Prevediamo l’entrata in funzione della prima centrale per l’inizio del 2020. Da allora, ogni 18 mesi saremo in grado di avviare un nuovo impianto.

Interrogato sui possibili rischi connessi alla gestione di installazioni nucleari, Conti risponde:

Abbiamo già individuato diverse aree adatte alla costruzione delle centrali e siamo certi che non vi siano pericoli neppure nelle aree soggette a estrema sismicità. Lo dimostra quanto accade in Giappone, dove l’impiego di moderne tecnologie e criteri costruttivi rigorosi assicura il giusto grado di sicurezza anche nell’eventualità in cui si dovessero verificare forti scosse.

In merito alle tempistiche per la realizzazione degli impianti, questi sono gli step in programma:

A breve attendiamo la costituzione dell’Agenzia per la Sicurezza e per il 2011 dovrebbe essere approvato il progetto definitivo. In questo modo saremo in condizione di avviare il primo cantiere nel 2013 e, come già detto, partire con la produzione di energia tra il 2019 e il 2020.

Destinato a far discutere il punto di vista espresso da Conti sullo smaltimento delle scorie potenzialmente radioattive:

Si tratta di un problema trascurabile. Le centrali che sorgeranno in Italia impiegheranno circa sette anni per riempire un container di scorie e la loro gestione non rappresenterà un problema.

L’amministratore delegato ENEL spende parole rassicuranti anche in merito ai timori dei cittadini che vedranno sorgere gli impianti in prossimità delle proprie abitazioni:

I depositi e le centrali nucleari saranno molto controllati e sorvegliati, pensati e costruiti per non avere impatti negativi né sulla salute della popolazione né sull’ambiente.

Fino alla messa in onda del programma, non è possibile sapere se verranno affrontate anche tematiche differenti, quali la possibilità di sfruttare in modo più intenso fonti di energia alternative come il solare e l’eolico.

21 aprile 2010
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
mirco, venerdì 30 aprile 2010 alle14:19 ha scritto: rispondi »

Penso di essere ben informato su tutti i punti da te citati. Sottolineo il fatto che i reattori EPR sono estremamente sicuri, diciamo che è più facile essere colpiti da un fulmine che il core del reattore fonda (e non esploda). Riguardo il combustibile a Caorso è terminato completamento il trasferimento del fuel irraggiato in Francia, oggi non vi è più una barra di uranio in centrale, ritorneranno dagli impianti di ritrattamento Francesi vetrificate tra circa 7 anni.I costi di gestione di una centrale sono bassissimi, (forse intendevi dire di decommisioning) ma dopo un funzionamento di 60 anni (come da progetto) e con l'obbligo di accantonamento dei fondi necessari non sono un problemi insormontabili. La differenza tra l'Italia e L'Europa e che in Italia ognuno pensa per sè stesso e non per la comunità e qualsiasi cosa dica una persona che non abbia le stesse idee è sbagliata, non parlo per la destra ne per la sinistra ma per l'Italia intera.

Ratamusa, venerdì 30 aprile 2010 alle14:07 ha scritto: rispondi »

Non ho idea di come si comportino in Spagna e non mi interessa nemmeno. In Italia le cose stanno come ho detto. Inoltre le scorie sono anche le sbarre e il materiale radioattivo con anullamento della radioattività in centomila anni. Tenuti o sepolti presso le cnetrali,come ho gia detto. In Italia. Quello stesso posto dove le decisioni più importanti vengono prese sempre a livello politico nell'unico interesse del decisore e trascurando quello dell'utenza di cui il decisore in questione è solo capace di fregarsersene o a cui , qui in Italia, viene propinata solo disinformazione. Torno a farti presente che le centrali italiane (come tipo generale, intendo) ce le hanno solo la Francia, la Finlandia e, appunto L'Italia. In Francia sono bloccate, in atteso di qualcosa che non ricordo, in Finlandia piangono (metaforicamente) e non sanno più dove nascondere le scorie e limitare i danni dei possibili guasti (devono essere previsti). Ci sarà un motivo, no? In Italia, no....Sono supersicure (sta partendo la campagna ad Hoc e i profitti diretti verso Arcore e paesi vicini metaforicamente scrivendo). Curiosamente si sono dimenticati i costi di gestione, ignorati e nascosti agli italiani:nessun decisore può o sa come specularci su. I costi di manutenzione vengono insabbiati o nascosti e si racconta un sacco di frottole alla futura utenza perchè non s'accorga del conto che dovrà pagare dimenticandosi dei vantaggi, se ci sono, provenienti da quelle centrali... Io mi fermo qui. Tu sei libero di pensarla come ti pare.

Mirco, venerdì 30 aprile 2010 alle6:44 ha scritto: rispondi »

Io ho lavorato presso una centrale nucleare in Spagna, e qualsiasi cosa succedeva all'interno dell'impianto (anche la cosa più stupida ed inutile) doveva essere resa nota al Consejo de Seguridad Nuclear che la rendeva immediatamente pubblica e decideva il da farsi indipendentemente dalla volontà del gestore della centrale. Conosco fortemente l'ambiente nucleare in prima persona e non riporto informazioni lette su internet o ascoltate in qualche documentario. Il Giappone ha ha un territorio con una sismicità molto più elevata dell'Italia eppure possiede circa 50 impianti nucleari, non penso che i nipponici siano così pazzi da costruirli se non fossero sicuri. La radioattività è demonizzata oltre qualsiasi limite, ma una relazione diretta effetto-dose non esiste, se non per dosi veramente mostruose come quelle che si possono registrare a seguito delle esplosioni nucleari o del disastro di Chernobyl, dosi che in centrali odierne non sono nemmeno pensabili.

Ratamusa, giovedì 29 aprile 2010 alle22:20 ha scritto: rispondi »

In tutte le centrali nucleari italiane gli avanzi, gli scarti, le scorie più radioattive (quelle da qualche migliaio a decine di migliaia di anni) sono ancora presso le centrali. Non si può fare altrimenti. In quanto alla sicurezza....Ti lascio alle tue illusioni. L'Italia è troppo giovane per le centrali nucleari, troppo instabile e troppo soggetta a terremoti e tremori vari. L'unica cosa che rimane stabile o in crescita sono i profitti dei costruttori e dei politici favorevoli sostenitori di questa scelta. Costoro sbavano,se si può usare questa espressione, di fronte ai loro guadagni che crescono in proporzione alla disinformazione che infliggono agli utenti ignarie , magari, in buona fede come te. Tu sai cos'è la radioattività, vero? E' quella cosa che ti fa beccare la leucemia, o altre malattie dello stesso genere se ti avvicini ad una fonte di radioattività nel momento sbagliato. Sta pur certo che se succederà qualcosa a quelle centrali, si guarderanno bene dal fartelo sapere....In caso contrario, verrebbo ingiunto loro di chiuderla il più presto possibile con la conseguente perdita dei profitti alle spalle degli utenti. Non sia mai....

Mirco, giovedì 29 aprile 2010 alle20:40 ha scritto: rispondi »

Non è vero che il combustibile nucleare è stato seppellito sotto le centrali, e non è nemmeno lontanamente possibile seppellirli all'insaputa della comunità interessata. Il rifiuto deve essere rintracciabile in ogno momento. Le centrali russe di nuova concezione i VVR 1000 sono reattori estremamente sicuri, nulla a che fare con i RBMK (tristemente famosi per Chernobyl). Purtroppo c'è un terrorismo mediatico nei confronti del nucleare civile, forse perchè c'è qualcuno che non vuole avere centrali nucleari in Italia, perchè a lui conviene bruciare gas è di oli di origine fossile,per produrre energia elettrica, disinteressandosi dell'impatto ambientale delle centrali termoelettriche.

Lascia un commento