Il cambiamento climatico è un grave problema dei nostri giorni, anche e soprattutto per il suo possibile impatto sulla produzione di generi alimentari. Il surriscaldamento del pianeta e tutte le problematiche correlate stanno compromettendo la salute degli oceani e, con loro, la pesca. Ma esistono delle possibili soluzioni, studiate da FAO e MSC: vediamo, ora, alcuni possibili interventi a riguardo.

Che legame c’è tra pesca e cambiamento climatico?

Gli oceani e, in generale, gli ambienti acquatici, sono sistemi basati su equilibri delicati: anche solo un leggero aumento della temperatura dell’acqua potrebbe causare dei veri e propri disastri ecologici, aumentando il tasso di mortalità di pesci, avannotti e crostacei, incrementando il numero di malattie e malformazioni e, infine, rendendo difficoltosa la riproduzione di tutti gli organismi acquatici. Allo stesso modo, anche l’acidificazione delle acque – ossia l’aumento di anidride carbonica disciolta negli oceani – e il possibile, generale innalzamento del livello del mare sono fattori che andranno sicuramente a modificare in maniera radicale gli habitat ittici, causando una diminuzione della popolazione o migrazioni di massa verso ambienti più favorevoli. Naturalmente, cambiamenti di una così grande portata hanno un enorme impatto sulla pesca: già oggi, in molte aree del mondo, la diminuzione della popolazione ittica procura grandi difficoltà ai pescatori locali, causando ovvi danni economici. Negli ultimi anni, l’attenzione verso queste problematiche è, fortunatamente, progressivamente aumentata: i legami tra pesca e cambiamento climatico, e le possibili soluzioni da adottare al riguardo, sono state approfonditamente studiate da FAO e MSC, un’organizzazione no profit internazionale dedita alla promozione delle tecniche di pesca sostenibile.

Quali soluzioni adottare per far fronte al cambiamento climatico?

La volontà e la capacità di adattare l’acquacoltura e la pesca ai nuovi pattern ambientali, mantenendo sotto stretto monitoraggio la popolazione ittica, saranno fondamentali per fronteggiare i pericoli del cambiamento climatico. Nel contempo, la diffusione della pesca sostenibile potrà aiutare il mondo a tutelare gli oceani e tutti gli organismi acquatici, continuando a garantirci la disponibilità di questa fonte alimentare così importante. Tra i parametri che identificano la pesca sostenibile, così come sanciti da MSC, ricordiamo:

  • Uso di tecniche che garantiscano la sopravvivenza di un buon numero di adulti riproduttori, per tutelare le future generazioni ittiche e mantenere inalterata questa preziosa fonte alimentare;
  • Pesca effettuata con metodologie minimamente impattanti per l’ambiente acquatico, evitando inutile danneggiamento o modificazioni del fondale marino;
  • Gestione responsabile ed etica delle risorse ittiche, seguendo la legislazione in materia sancita dai singoli Stati.

Scegliere di acquistare pesci o prodotti ittici pescati con tecniche sostenibili certificate potrà aiutare i nostri oceani a limitare i danni del cambiamento climatico e della pesca eccessiva. E, in caso di dubbio, basterà guardare l’etichetta: le aziende che hanno scelto di tutelare attivamente la salute del mare aderiscono alla certificazione MSC, identificata da un logo blu.

Per approfondire meglio l’argomento:

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18 luglio 2017
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