Nell’ultimo decennio è sicuramente aumentata l’attenzione nei confronti dei capi d’abbigliamento in pelle, perché simbolo – insieme alle pellicce – della crudeltà sugli animali. Ma il fascino simbolico di giacche e altri vestiti in pelle non è di certo tramontato, così il mondo della moda si è organizzato con le più svariate soluzioni sintetiche. Il limite delle pelli cosiddette “ecologiche”, tuttavia, è un look non propriamente affine alla vera pelle e un processo di produzione potenzialmente inquinante, visto l’utilizzo di sostanze chimiche e plastiche. Come non rinunciare, allora, a questi abiti pur rimanendo amici degli animali e garanti della salute della natura?

A rispondere a questa domanda è una designer inglese, con la creazione di una pelle totalmente vegetale. Tutto merito di Suzanne Lee, stilista e ideatrice londinese, che ha inventato uno dei primi procedimenti di “crescita” di un tessuto decisamente simile alla pelle animale. Composto da tè verde, zucchero, speciali batteri e lievito, promette di essere un tessuto resistente e duraturo.

Certo, a leggere gli “ingredienti”, lecito chiedersi se non si tratti di una ricetta per una torta, oppure se non sussista il rischio che la splendida giacca acquistata non si dissolva con la prima pioggia. Il processo di fabbricazione, però, previene quest’ultima evenienza: si tratta di un lungo procedimento di fermentazione della durata di oltre due settimane, atto alla generazione di un composto secco che può essere tagliato e cucito in qualsiasi forma.

La sua vita non è però eterna: dopo cinque anni, la pelle vegetale è da dismettere. Ma non vi sono problemi di inquinamento o contaminazione dell’ambiente: gli abiti possono essere inseriti nei normali contenitori per il compostaggio dei rifiuti da cucina.

Al momento Susanne ha realizzato solamente un bomber, una giacca e un abito-blusa, ma presto perfezionerà la propria invenzione nella speranza che possa diventare un tessuto perfetto per la grande distribuzione. In merito alla sua scoperta, ha così commentato:

«L’industria tessile della moda cerca disperatamente di ridurre la propria carbon footprint attraverso materiali che siano più sostenibili. […] Con i giusti fondi, la pelle vegetale ha il potenziale per diventare un’alternativa radicale ai tessuti tradizionali.»

10 giugno 2012
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