La pasta non fa ingrassare. Il primo piatto italiano per eccellenza è stato assolto dall’accusa più “pesante”, quella di allargare il girovita portando all’aumento di peso. A rivalutare la posizione di spaghetti e tagliatelle uno studio condotto da alcuni ricercatori dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli, in Provincia di Isernia.

Lo studio sugli effetti della pasta in relazione all’aumento di peso ha visto analizzati i dati provenienti da due progetti di ricerca: Moli-sani e INHES (Italian Nutrition & HEalth Survey). La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nutrition and Diabetes e guidata dalla Dott.ssa Licia Iacoviello.

Nella ricerca sono stati compresi 23 mila italiani, a cui è stato chiesto durante lo studio di annotare cosa avvessero mangiato in occasione dei pasti giornalieri. Dei partecipanti è stato valutato inoltre il BMI (Body Mass Index o Indice di Massa Corporea), il girovita e il rapporto vita-fianchi.

Stando ai dati raccolti, quando il consumo di pasta è inserito in un contesto alimentare come quello della Dieta Mediterranea si registra un peso inferiore rispetto alla media e un Indice di Massa Corporea minore.

L’importante secondo i ricercatori è che il consumo di pasta giornaliero non superi i 50 grammi o in generale il 10% delle calorie totali assunte. La stessa Dott.ssa Iacoviello ha concluso:

Molte persone oggi bandiscono la pasta dalla tavola, andandola però poi a sostituire con cibi meno salutari, ad esempio carni rosse in eccesso. È senz’altro meglio, conclude, restare fedeli alla Dieta Mediterranea, con consumi moderati di tutti i suoi elementi, la pasta in primis.

5 luglio 2016
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