La pasta non fa ingrassare, la conferma da uno studio canadese

La pasta non fa ingrassare, anzi. Secondo uno studio canadese il primo piatto italiano per eccellenza meriterebbe un posto nelle diete a basso indice glicemico per il controllo del peso e del diabete. A sostenerlo i ricercatori del St. Michael’s Hospital di Toronto, la cui ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica BMJ Open.

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Tra i dati in evidenza nello studio canadese proprio il basso indice glicemico della pasta, risultato ottenuto confrontando le informazioni provenienti da 30 studi randomizzati. Sono stati analizzati i profili di circa 2.500 persone che consumavano pasta all’interno di una dieta a basso indice glicemico.

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I partecipanti alla ricerca consumavano in media 3,3 piatti di pasta a settimana in sostituzione di altre tipologie di carboidrati: ciò avrebbe fruttato un calo del peso corporeo pari a circa mezzo chilo, confermato nelle 12 settimane successive. Alimento quindi da non demonizzare secondo John Sievenpiper, autore principale dello studio, sebbene ulteriori studi siano necessari per comprendere se questi dati possono essere esteso ad altri tipi di dieta:

Lo studio ha rilevato che la pasta non ha contribuito all’aumento di peso o del grasso corporeo. In realtà l’analisi ha mostrato una leggera perdita di peso, quindi, contrariamente alle preoccupazioni, forse la pasta può essere parte di una dieta sana come quella a basso indice glicemico.

Possiamo dire con una certa sicurezza che la pasta non ha un effetto negativo sugli esiti del peso corporeo quando viene consumata come parte di un regime alimentare sano.

3 aprile 2018
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