Mucche senza corna per adattarsi alle esigenze dell’uomo e dell’allevamento. È questo il proposito del Roslin Institute e dell’Università del Minnestota: clonare mucche affinché sulla loro testa non vi crescano le corna. E fra gli animalisti è già vaga preoccupazione.

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Le mucche sono solitamente animali docili e sono da secoli abituate alla presenza dell’uomo. Può capitare però, in stati di agitazione o di improvvisa aggressività, che possano utilizzare le corna durante liti fra esemplari o per ferire i pastori. Così la scienza ha ben pensato di trovare un modo per nulla doloroso affinché ci si possa liberare di una parte del corpo così pericolosa, sia per la sana sopravvivenza degli animali che dei loro allevatori.

Solitamente, gli allevamenti ricorrono a procedure traumatiche per l’eliminazione delle corna, tra cui l’immobilizzazione del capo e il trancio di netto. Grazie alla clonazione, però, sarà possibile evitarne la crescita, graziando gli animali da una tanto dolorosa tortura. I primi esperimenti sono stati condotti su mucche di razza Holstein e vi è già la prima rappresentante clonata: Randy, un bovino completamente privo di appuntite armi sul capo.

Per raggiungere questo scopo, si è tratto del materiale genetico della razza Red Angus – nota appunto per essere senza corna – per poi inserirlo nel DNA delle mucche da latte. Il processo per clonazione dovrebbe riguardare solo le prime generazioni degli animali perché, una volta fecondate, queste mucche dovrebbero riuscire a dar la luce a prole a loro volta senza corna.

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Fra gli animalisti, però, vi sono pareri discordati. Sui social network, sebbene si riconosca l’intento di togliere il bovino da pratiche di tortura, l’idea che si possa manipolare la natura degli animali per gli scopi dell’uomo non è stata particolarmente gradita. Chissà che nel tempo questa prospettiva non cambi o non si consolidi, nel frattempo non resta che attendere ulteriori risultati di questo singolare esperimento.

30 aprile 2013
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Agi
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