Dopo le notizie almeno parzialmente positive giunte nei giorni scorsi, eccone altre decisamente meno incoraggianti, in merito a quella che pare essere l’inarrestabile corsa del petrolio fuoriuscito nel Golfo del Messico in seguito all’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon. La marea nera si starebbe dirigendo verso le coste della Florida, puntando dritta alle acque dell’oceano Atlantico.

Circa 2.000 barili al giorno (18.000 litri, il 40% della fuoriuscita totale stimata) vengono recuperati attraverso un sistema messo a punto nei giorni scorsi, ma non è sufficiente. Secondo quanto riportato sulle pagine di Reuters, quello che vede coinvolto il pozzo gestito da British Petroleum potrebbe essere in futuro ricordato come il più grave disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti, con un impatto addirittura maggiore di quello causato dalla petroliera Exxon Valdez nel 1989, in Alaska.

Dieci, al massimo venti giorni e la terribile ondata nera sarebbe pronta ad intaccare irrimediabilmente anche le coste della Florida, in direzione dell’oceano Atlantico, a causa di alcune correnti sottomarine chiamate Loop, che avrebbero iniziato a trasportare il petrolio. Questa la previsione di Peter Ortner, oceanografo dell’Università di Miami. Se l’ipotesi dovesse trovare riscontro nella realtà, le conseguenze sarebbero disastrose per una delle più importanti barriere coralline al mondo, con inevitabili ripercussioni anche sulle attività economiche e sulla qualità della vita delle popolazioni interessate.

Intanto, si alza il grido di associazioni ambientaliste come Greenpeace, impegnate nel non sempre facile compito di documentare quanto sta accadendo. L’ultimo report della OGN arriva da Sauth Pass, località nei pressi della foce del fiume Missisipi, in Louisiana. Il team giunto sul posto, analizzata la situazione non senza difficoltà create dalla Guardia Costiera, ha ipotizzato che la fuoriuscita di petrolio potrebbe essere di ben dieci volte superiore a quella dichiarata.

19 maggio 2010
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento