La manta gigante rischia l’estinzione

La manta gigante rischia l’estinzione, a causarne la diminuzione drastica è proprio la pesca cinese. La manta è destinata alla medicina tradizionale cinese, in particolare le branchie costituite da cartilagine: ingrediente principale di alcune ricette. Secondo la medicina orientale il potere di guarigione legato alle branchie di questo animale è molto alto, pare rafforzino il sistema immunitario, facilitino la circolazione del sangue e contribuiscano a guarire da tumori, malattie della pelle e infertilità.

È un giro d’affari immenso che sta decretando l’estinzione della specie acquatica, non a caso le mante giganti sono state definite i Panda degli Oceani. A coniare il termine è stato Andrea Marshall, direttore della Marine Megafauna Foundation in Mozambico, il quale le identifica come animali icone della fauna marina. Secondo lui le mante giganti ed i panda avrebbero in comune:

«un tasso di riproduzione molto basso, l’incertezza degli scienziati sul loro numero complessivo e la brutale caccia di cui sono vittime».

A sottolineare il problema legato all’estinzione è una ricerca di un gruppo di scienziati di matrice americana e britannica, sostenuti dai gruppi ambientalisti WildAid e Shark Savers in tandem con ricercatori di altre nazioni. Secondo gli studiosi il valore attribuito alle cartilagini della manta è molto elevato, ognuna garantisce sette chili di branchie secche per un guadagno di 3.500 dollari.

Nonostante non vi sia prova del potere medico delle branchie della manta gigante la loro commercializzazione garantisce un giro di affari molto forte, si pensi che il 99% del commercio globale è localizzato nel Guangzhou e ammonta ad almeno 61.000 kg per un valore stimato di 11,3 milioni di dollari annui. Nel giro di poco tempo si è registrata una diminuzione delle mante giganti pari all’87%, tenendo conto che questa specie si riproduce con difficoltà con solo due figli in molti anni.

26 novembre 2012
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