Si chiama Priceless or Worthless, ed è la lista con le 100 specie più minacciate sulla terra. Pubblicata da ZSL, The Zoological Society of London, con l’UICN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) in corrispondenza del suo Congresso mondiale a Jeju in Corea del Sud fino al 15 settembre, è un segnale importante sulle risorse inascoltate del nostro pianeta.

Lo studio punta il dito contro l’incapacità mondiale nei confronti di un programma di cura e salvaguardia. Gli interessi ed i benefici che possono fornire alcune specie decretano in automatico la morte delle altre. La responsabilità è come sempre dell’uomo, che considera uno spreco di risorse la tutela delle specie definite inutili, o superflue.

Moltissimi gli esponenti del mondo vegetale come il cactus Hoodia, oppure il willow blister, una sorta di spora molto rara che vive sui rami del salice nel Galles. Ma anche il regno animale è colpito negativamente dalla scure virtuale della lista. A rischio estinzione troviamo il bradipo pigmeo, grande come un bambino appena nato, che vive solitario su un’isola al largo della costa di Panama. Oppure la scimmia ragno lanosa, originaria del Brasile, minacciata da una costante modifica dell’ecosistema nel quale vive.

La difficoltà incontrata dagli scienziati e naturalisti si imbatte nella mancanza di finanziamenti e risorse. Spesso le società ed i gruppi finanziatori preferiscono utilizzare i loro soldi solo per quelle specie direttamente più utili, magari anche da un punto di vista finanziario. Per questo di animali come il Saola, l’antilope conosciuta come l’unicorno asiatico, si conta un numero davvero esiguo di rappresentanti.

Come spiega Simon Stuart, presidente della Commissione IUCN Species Survival:

«Ogni specie possiede un valore inestimabile, a prescindere dal punto di vista economico. È indispensabile salvaguardare la loro sopravvivenza perché tutte insieme cooperino per il funzionamento del nostro pianeta e della nostra vita».

12 settembre 2012
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