Secondo un’antica credenza popolare, l’ululato del cane era il segnale inequivocabile di un presagio di morte imminente. Una nomea inquietante che elevava l’animale a un livello superiore, quasi fosse in possesso di poteri particolari. Una superstizione molto radicata che, ancora oggi, trova molti seguaci. L’ululato, in particolare se insolito e improvviso, segnava l’avvento di una morte e quindi un avviso contro il pericolo ormai alle porte.

Altri affermavano che il verso fosse il saluto all’anima di un caro defunto, magari di passaggio e visibile solo al cane. In realtà un tempo, viste le scarse condizioni igieniche, alcuni studiosi sostenevano che un cane in preda all’ululato continuo fosse in realtà un animale colpito dalla rabbia. Accanto a questo verso si presentavano diversi sintomi, come guaiti continui e suoni molto particolari.

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Se ammalato il cane poteva quindi infettare il proprietario, trasmettendogli la rabbia e conducendolo alla morte. Viste le scarse conoscenze mediche del tempo, la popolazione associava l’ululato alla dipartita e quindi lo indicava come segnale. In realtà il metodo di trasmissione della malattia era sconosciuto, quindi non teneva in considerazione del legame tra la vicinanza uomo-cane e l’infezione. Ancora oggi la leggenda trova sostenitori, tanto che si pensa che sentire un cane ululare tre giorni prima del decesso di un membro della famiglia indichi il saluto del cane all’anima.

Gli studiosi e i veterinari non concordano con queste teorie e associano l’ululato a una richiesta del cane. L’animale così facendo esprime disagio, un bisogno disperato di qualcosa o qualcuno. Come ad esempio una separazione prolungata dalla madre o dal proprietario, oppure un richiamo a distanza tra cani di quartiere come segnale di pericolo, o ancora avviene in presenza di suoni improvvisi come sirene, telefoni molto rumorosi, campane, fischi del treno o strumenti musicali molto forti. Infine è un’emulazione genetica del comportamento del lupo, il quale ulula per radunare il branco e per conquistare le femmine.

3 luglio 2013
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