Non solo fotovoltaico. Grazie alla presenza di numerose aree vulcaniche, soprattutto nel Torreno centro-meridionale, l’Italia potrebbe diventare un Paese leader anche nel settore della geotermia, arrivando ad ottenere dal calore terrestre fino al 10% della produzione nazionale di elettricità.

È il primo dato emerso dal convegno internazionale “Sustainable geotermal exploitation in urbanised environments: the Southern and Central Italy volcanic areas”, in corso a Napoli. Promosso dall’Università Parthenope e dall’INGV, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il summit punta proprio a sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sulle potenzialità di questa fonte rinnovabile.

Potenzialità finora poco sfruttate, secondo gli esperti, a causa della scarsa volontà politica e di una progettazione insufficiente. Per sfruttare al massimo le opportunità della geotermia, invece, occorre promuovere forme innovative di produzione energetica, partendo dalla realizzazione di centrali di piccola e media taglia, molto diverse dai vecchi impianti, inquinanti e grandi. Gli esempi virtuosi non mancano, a cominciare dall’esperienza islandese:

L’Islanda – ha spiegato G.O. Fridleifsson del progetto Iceland Deep Drilling- stima di poter produrre 100.000 megawatt nei prossimi 50 anni con la geotermia.

Anche la Francia ha deciso di investire con decisione in questa fonte rinnovabile. Il governo parigino, infatti, ha intenzione, entro il 2020, di moltiplicare per sei la quantità di energia elettrica ottenuta dal calore del sottosuolo, oltre a riscaldare in questo modo 2 milioni di abitazioni. La strada, dunque, è già tracciata. Non resta che iniziare a seguirla.

18 maggio 2012
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I vostri commenti
Michele Nigro, sabato 19 maggio 2012 alle11:41 ha scritto: rispondi »

forse la Iervolino sarebbe stato più corretto interpellare qualche esperto,speriamo che il nuovo sindaco valuti bene questa possibilità per Napoli visto il risparmio e sull'inquinamento sarebbe positivo.

Cosimoamoroso, venerdì 18 maggio 2012 alle12:43 ha scritto: rispondi »

a Napoli invece si bloccò un importanto esperimento progettato per anni con la mitica frase dell'allora sindaco Iervolino "è meglio non sfrucugliare" e pretendendo dalla protezione civile su carta intestata la dichiarazione scritta che era al 100% sicuro...

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