Torna sotto accusa la Fish Pedicure, soprattutto negli Stati Uniti dove è esplosa una vera e propria guerra mediatica. Per Fish Pedicure si intende quella metodologia che, attraverso lo sfruttamento della carpa Garra Rufa rinchiusa in acquario, leviga i piedi dei clienti che ne facciano richiesta. Basta immergere le estremità del corpo in un’apposita vasca per far sì che questi pesci ingoino impurità, pelle morta, calli e via dicendo.

Lo scorso giovedì l’U.S. Center for Disease Control and Prevention ha lanciato l’allarme, sottolineando come la pratica possa provocare serie infezioni batteriche. E sul piede di guerra sono anche gli animalisti, contrari allo sfruttamento dei pesci perché potenzialmente esposti a patologie, malnutrizione e morte.

Dopo un’indagine condotta nel 2011, si è scoperto che ben 6.000 esemplari di Garra Rufa importati dall’Indonesia avrebbero potuto portare al contagio da Streptococcus Agalactiae, un pericoloso batterio che causa sepsi, problemi respiratori e, nei casi gravi, anche meningite. A questo, si aggiungono il Mycobacteria, responsabile di severe infezioni alla pelle, e l’Aeromonas, causa di gravi problemi gastrointestinali negli uomini. Non si registrano, invece, casi di infezione dal virus dell’HIV: la probabilità di contagio è naturalmente impossibile non essendoci scambio di sangue e liquidi corporei tra un individuo sieronegativo e uno sieropositivo, ma qualche mese fa alcuni media avevano lanciato un allarme infondato.

Le possibili infezioni deriverebbero dall’imperizia di alcuni istituti di bellezza preposti alla fornitura di questo trattamento, che non avrebbero prestato sufficiente attenzione alla qualità dell’acqua. La vasca diventa quindi un veicolo moltiplicatore di batteri, che possono entrare nel circolo sanguigno anche da tagli ai piedi di piccole dimensioni. Una ragione più che sufficiente per convincere gli USA al prossimo ban della pratica, che verrà probabilmente resa vietata in 14 stati compresi la California e il Texas, dove la Fish Pedicure ha preso più piede. I ricercatori del Center for Disease Control si sono così espressi:

«Ad oggi, vi sono un limitato numero di pazienti infettati tramite questo veicolo di esposizione. Tuttavia, i nostri studi sollevano preoccupazione sul fatto che questi pesci, o la loro acqua di trasporto, possano favorire patogeni di rilevanza clinica»

21 maggio 2012
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I vostri commenti
marcogrigis, martedì 7 maggio 2013 alle15:48 ha scritto: rispondi »

Guardi, non lo dice qualche pseudo giornalista compiacente, ma l'U.S. Center For Disease Control and Prevention, come riportato nell'articolo. Sempre che l'articolo l'abbia letto.

Paolo, martedì 7 maggio 2013 alle15:48 ha scritto: rispondi »

E' straordinario come puntualmente qualche pseudo giornalista compiacente, tenti periodicamente di denigrare con attacchi strampalati di ogni genere, una pratica esistente da sempre in tutto il mondo, ossia la Fish Pedicure (già da qualche anno finalmente anche in Italia con una sessantina di centri) terrorizzando la gente con pericoli di sicure e imminenti pandemie. Ci chiediamo a questo punto come sia possibile che dopo decine e decine di anni in cui la popolazione mondiale è stata vittima di questi terrificanti e micidiali pericoli paventati, non abbiamo per casa decine e decine di parenti morti per questo, anziché di tumori per il fumo, l'amianto, cibi pieni di veleni, gas di scarico, radiazioni. Di fatto, non è stato mai accertato un solo caso problematico al mondo riconducibile a questa pratica: tant'è vero che in Inghilterra esistono attualmente 300 di questi centri tranquillamente attivi, così come in Francia, Spagna etc. Saranno tutti masochisti o incoscienti questi inglesi? Eppure le ricerche di cui si fa cenno, non sono state fatte proprio lì? Strano non si riveli poi, che in quei pochi Stati Americani dove è stato proibito questo trattamento, siano state le lobby cosmetiche a premere in tal senso sulla politica corrotta, per i conseguenti loro minor introiti, visto che la Fish Pedicure non fa uso di alcun prodotto. Che dire? Non è strano tanto accanimento nel denigrare questa inoffensiva ed utile pratica?

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