Seppur con una certa resistenza e non senza qualche diffidenza, anche nel settore delle automobili sportive sta prendendo piede sempre più una certa consapevolezza ambientale, anche se questa appare essenzialmente legata alle restringenti normative che le autorità impongono ai costruttori.

Prende spunto da questa esigenza una recente dichiarazione del direttore del reparto motopropulsori Ferrari Vittorio Dini, che ha confermato l’intenzione del costruttore modenese di apportare un sensibile calo alle emissioni prodotte dai modelli che usciranno nei prossimi anni dalla fabbrica di Maranello.

Dini ha precisato che la Ferrari parte da una situazione attuale in cui il livello di emissioni medie della gamma è pari a 270 g/km di CO2, un traguardo che a sua volta rappresenta un miglioramento costante dovuto al calo complessivo del 40% registrato rispetto al 2007. La tendenza è quindi destinata a proseguire, sfruttando tutta la tecnologia di cui si può disporre per ridurre le emissioni del 3% ogni anno e arrivare così ad un ulteriore taglio del 20% entro il 2021.

Per centrare quest’obiettivo, l’azienda italiana punterà sulla sovralimentazione, in particolare da impiegare su motori V8. Tutte le prossime unità di questo tipo saranno fornite di turbo per migliorare le prestazioni cercando di contenere i consumi e le emissioni, ma a queste novità si affiancheranno sistemi ibridi capaci di unire uno o più motori elettrici ai propulsori V12 come quelli che equipaggiano i modelli più prestazionali.

L’ibrida Ferrari LaFerrari presentata l’anno scorso e prodotta in serie limitata sarà quindi seguita da altri modelli con tecnologia simile, preferendo la soluzione ibrida all’adozione del turbo, che secondo Dini non è una scelta vantaggiosa se associato ad un V12. I problemi sarebbero legati alla necessità di installare almeno quattro unità turbo per ottenere le prestazioni adeguate, con conseguenti problemi di spazio nel vano motore e con la possibilità che si generi un eccessivo calore.

Per queste ragioni la soluzione ibrida appare la decisione più ragionevole, in quanto capace di sfruttare la propulsione elettrica per assicurare un valido supporto in fatto di potenza e coppia senza penalizzare le emissioni.

26 giugno 2014
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