Secondo il Times, l’equivalente inglese della nostra ENEL (si chiama National Grid) sta progettando di costruire una conduttura che dovrebbe immagazzinare il biossido di carbonio prodotto dalle centrali elettriche inglesi in formazioni geologiche sotto il Mare del Nord.

Secondo Chris Train (è il direttore delle attività della rete), la rete di trasporto e immagazzinamento della CO2 dovrebbe costare circa due miliardi di sterline (ovvero quasi 3 miliardi di euro) e sorgere nello Yorkshire, in corrispondenza dell’estuario del fiume Humber, visto che in questa zona si trovano cinque grandi centrali termoelettriche alimentate a gas e a carbone.

Il sistema dovrebbe diventare operativo entro il 2012, in linea con gli obiettivi stabiliti dal governo, e il gas dovrebbe essere pompato in giacimenti di gas esauriti offshore, perché la roccia dovrebbe essere in grado di immagazzinare in modo permanente il biossido di carbonio.

L’area in esame produce ogni anno 60 milioni di tonnellate di CO2 – un primato per l’Europa. Se l’operazione riuscisse, equivarrebbe a togliere dalla strada qualcosa come 20 milioni di auto.

26 febbraio 2009
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