Secondo il rapporto Global Trends in Renewable Energy Investment 2011, stilato da Bloomberg New Energy Finance per conto dell’UNEP (Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite) e pubblicato in questi giorni, nel 2010 gli investimenti nelle fonti rinnovabili globali sono aumentati del 32% rispetto all’anno precedente, raggiungendo la cifra di 211 miliardi di dollari.

Nel caso dei grandi impianti la parte del leone spetta sicuramente all’eolico (94,7 miliardi di dollari, + 30% rispetto al 2009), se invece si considerano anche gli investimenti per le piccole infrastrutture, allora è il sole ad aggiudicarsi il primo posto grazie a un investimento di 86 miliardi e una crescita del 52% rispetto all’anno precedente.

Un altro aspetto importante riguarda la distribuzione geografica degli investimenti. Se Asia e Oceania si confermano i continenti in cui si investe di più nelle rinnovabili (+ del 59%), Europa, Nord America e Sud America mantengono percentuali di tutto rispetto, attestandosi rispettivamente al 35%, 30% e 13%. Bassa la percentuale di Africa e Medio Oriente, ferme ancora al 5%.

Il dato più importante che emerge dal rapporto è comunque il fatto che, per la prima volta, gli investimenti dei paesi a economia emergente nel 2010 hanno superato quelli dei paesi già da tempo industrializzati. Al primo posto si piazza infatti la Cina che, con una spesa di 49,8 miliardi di dollari, punta sia sull’eolico, per la produzione di energia interna, sia sul solare, fabbricando la metà dei pannelli fotovoltaici attualmente distribuiti nel mondo.

Seguono quindi la Germania (41 miliardi di investimenti), gli Stati Uniti (29,6 miliardi) e l’Italia (13,8 miliardi di investimenti). Se i vicini tedeschi hanno però scelto di puntare sui piccoli impianti (i pannelli sui tetti rappresentano quasi il 90% dei nuovi investimenti, N.d.R.), nel nostro paese si conferma una crescita equilibrata di grandi e piccole infrastrutture.

A questo punto è semplice tirare le somme della situazione e cercare di intuire quali potrebbero essere i possibili scenari futuri del mondo. Se infatti le rinnovabili continueranno a proporsi come il principale settore energetico alternativo ai combustibili fossili, una delle conseguenze principali sarà il progressivo abbattimento dei costi di tali infrastrutture e, di conseguenza, una maggiore competizione nel settore della sostenibilità energetica.

12 luglio 2011
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