Dall’Università di Harvard arriva una scoperta che potrebbe rivoluzionare la tecnologia delle celle a combustibile. I ricercatori, infatti, stanno sperimentando un innovativo sistema di celle a film sottile combustibile solido-ossido (SOFC) che non solo sono in grado di convertire l’idrogeno in energia elettrica, ma anche di immagazzinare energia elettrochimica come una batteria, funzionando in assenza di alimentazione.

Le celle, in parole povere, potrebbero continuare a produrre energia anche per un breve periodo dopo l’esaurimento del combustibile. Le potenzialità di questa nuova tecnologia sono enormi, a cominciare da stufe che potrebbero rimanere calde anche durante una breve interruzione di corrente, oppure lampade che continuano a funzionare, anche se per poco tempo, dopo che il combustibile si è esaurito.

Ulteriori dettagli sono illustrati da Shriram Ramanathan, professore associato di Scienza dei Materiali presso la Harvard School of Engineering and Applied Sciences (SEAS), nonché coordinatore della ricerca:

Le celle SOFC utilizzano un doppio strato di platino e ossido di vanadio (VOx) all’anodo. L’ossido di vanadio, in particolare, si comporta come un materiale multifunzionale, consentendo alla cella a combustibile sia di generare che di immagazzinare energia.

Per adesso, la tecnologia permette alle SOFC di continuare a funzionare per circa 3 minuti e mezzo dopo l’esaurimento del combustibile, ma i ricercatori contano di migliorare nettamente le prestazioni delle celle a combustibile, rendendole utili anche in caso di veicoli privi di conducente. Gli studiosi, in particolare, sperano di ottenere dei prototipi già entro i prossimi 2 anni.

5 luglio 2012
Fonte:
Lascia un commento