La Befana WWF dice no al carbone, sì a salute e ambiente

Alla Befana del WWF il carbone non piace. Produrre energia poco pulita con la fonte fossile rappresenta, come sottolinea l’associazione ambientalista nel suo dossier “No al carbone, sì al futuro”, una minaccia sia per la salute degli esseri umani che per quella dell’intero Pianeta.

Il carbone causa, secondo la Befana del WWF, il rilascio di grandi quantità di inquinanti nell’aria, nel terreno e nelle risorse idriche, oltre a produrre elevate emissioni di CO2 nell’atmosfera:

A parità di energia prodotta questo combustibile fossile rilascia in atmosfera, nei terreni e nelle acque, le maggiori quantità di inquinanti ed è inoltre la principale minaccia per il clima del pianeta, visto che le emissioni di CO2 provenienti dalla combustione del carbone arrivano a essere del 30% superiori a quelle del petrolio e del 70% superiori a quelle del gas naturale.

Proprio sulla questione carbone erano giunte, durante gli Stati Generali del Clima, le rassicurazioni di Renzi. Trascorsi mesi da quel 22 giugno 2015 non molto è seguito all’affermazione renziana “Oggi il nostro nemico è il carbone”. È per questo che il WWF torna a chiedere al Presidente del Consiglio:

Un piano di rapida uscita dal carbone che preveda tappe precise e disincentivi che impediscano agli operatori di privilegiare l’uso delle centrali a carbone che emettono più CO2.

La chiusura di tutte le centrali elettriche europee alimentate a carbone eviterebbe, secondo l’associazione europea Heal-Healt and Enviroment Alliance, oltre 18.200 morti all’anno, consentendo inoltre di risparmiare 2.100.000 giorni di cure farmacologiche e costi sanitari fino a 42,8 miliardi di euro annui. Come ha concluso il WWF nel proprio comunicato:

L’Italia, con una potenza elettrica installata di circa 122 GW, a fronte di una punta massima della domanda di quasi 59,4 GW (raggiunta il 21 luglio 2015 a causa delle condizioni di caldo eccezionale), ha una sovrabbondanza di centrali termoelettriche (overcapacity) che fa sì che già oggi gli impianti funzionino a scartamento ridotto, con un assurdo aggravio di costi per i cittadini.

Il nostro Paese, quindi, può e deve abbandonare gli impianti a carbone, puntando su efficienza energetica, fonti rinnovabili, sistemi di accumulo e reti elettriche intelligenti.

5 gennaio 2016
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Fonte:
WWF
I vostri commenti
Federiko, giovedì 7 gennaio 2016 alle9:22 ha scritto: rispondi »

Ottima iniziativa, ma sarebbe meglio che il WWF focalizzasse sulle reali priorità, le maggiori fonti di inquinamento, ovvero la catena dell'allevamento bovino

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