Al via in Giappone un progetto singolare per salvaguardia degli animali e la biodiversità del Pianeta: all’Università di Kyoto si raccoglie e congela seme di specie in via d’estinzione per evitarne la scomparsa definitiva. E non solo: l’equipe di esperti spera di poter utilizzare quanto raccolto per colonizzare, in un futuro remoto, altri pianeti dell’Universo che potrebbero ospitare la vita.

Takehito Kaneko, un professore associato dell’Università di Kyoto, ha messo a punto un metodo per refrigerare lo sperma animale, affinché nel tempo le informazioni genetiche rimangano intatte senza subire il naturale processo di decadimento. Il sistema ha richiesto oltre 10 anni di lavoro, con lo sfruttamento delle più meticolose e costose tecniche per il trattamento del materiale organico.

La metodologia sviluppata, a differenza delle tecniche in uso nei normali istituti per la fecondazione assistita, permette di “risvegliare” le proprietà del seme con la semplice aggiunta d’acqua, a seguito di un congelamento dagli 0 ai 4 gradi centigradi. Lo sperma così trattato mantiene anche a distanza di anni tutte le proprietà tipiche dell’immediata raccolta post-produzione, aumentando esponenzialmente le chance che un’inseminazione vada a buon fine. Così spiega Kaneko:

Questo metodo preserva egregiamente i campioni di sperma e tecnicamente crediamo sia possibile immagazzinarli per decenni o addirittura più a lungo nel futuro. Dopo la loro conservazione, vorremmo continuamente esaminare le condizioni delle informazioni genetiche.

L’esperimento, iniziato da tempo sui topi, ha avuto successo con l’inseminazione di sperma raccolto cinque anni prima rispetto alla fecondazione. A quanto pare, i lassi temporali affinché la metodologia funzioni sono addirittura più estesi, tanto che non risulta improbabile si possa superare la soglia del secolo. Questa possibilità apre infinite strade per la salvaguardia della biodiversità tipica della Terra in futuro: non solo si potranno recuperare specie animali che potrebbero estinguersi a breve, ma il materiale genetico potrebbe essere utile per portare la stessa identica biodiversità su pianeti lontani, compatibili con la vita. Il team di lavoro sta ora vagliando l’ipotesi di coordinarsi con lo zoo di Kyoto, dove vivono ben 132 specie animali diverse, per collezionare quanti più campioni possibili di seme di esemplari a rischio.

30 agosto 2013
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