L’alga kombu – la specie laminaria della famiglia kelp – è una varietà che apporta una vasta gamma di nutrienti, oltre che sapore e digeribilità. Disponibile sia fresca che secca, può essere utilizzata in moltissime ricette a base di legumi, insalate e zuppe. È inoltre un ottimo ingrediente per insaporire le salse e i sughi o, ancora, si può assumere da sola per aumentare la completezza della propria alimentazione.

Calcio e ferro

Alghe, Julie Facine

Alghe, Julie Facine via Flickr

Il calcio e il ferro sono due minerali presenti naturalmente nella kombu. Il primo è un minerale abbondante nel corpo e serve principalmente per funzioni scheletriche. Le quantità consigliate di calcio sono 1.000 mg al giorno per gli adulti da 19 a 50 anni. 10 grammi di kombu – pari a due cucchiai – contengono 16,8 milligrammi di calcio, ossia circa l’1,7% della dose giornaliera raccomandata. Per ciò che riguarda il ferro, invece, si tratta di una componente fondamentale di enzimi e proteine: svolge un ruolo insostituibili nel trasporto di ossigeno. Gli apporti dietetici raccomandati per gli uomini che hanno più di 19 anni e le donne che ne hanno più di 51 sono di 8 mg al giorno. Le donne fra i 19 e i 50 anni di età, invece, richiedono un apporto di ferro pari a 18 mg al giorno. Una porzione di 10 mg dell’alga ne contiene 0,3 mg.

Kombu: fonte di iodio

La kombu è quella che ha il maggior contenuto di iodio fra le alghe consumate in Giappone. Lo iodio è un nutriente essenziale vitale per la produzione di ormoni e per una normale funzione tiroidea. La dose giornaliera raccomandata per gli adulti è di circa 150 microgrammi al giorno. Secondo un articolo del 2011 pubblicato su Thyroid Research, la media del componente fornito da varie specie di kombu essiccato e provenienti da tutto il mondo è di 1.542 microgrammi per grammo di alga.

Sapore e digeribilità

La kombu è stata usata per secoli come un esaltatore di sapidità. Oltre ai gusti comunemente riconosciuti – salato, dolce, acido e amaro – la Kombu aggiunge un quinto gusto: l’umami. Questo gusto sapido è il risultato dei recettori per il glutammato – o acido glutammico – naturalmente presenti nel Kombu.

L’alga aumenta anche la digeribilità dei cibi: l’acido glutammico presente aiuta a scomporre le fibre dure. Se si introduce la kombu nella dieta, si può integrare la propria alimentazione con minerali aggiuntivi, con tutto il benessere che ne deriva.

Altri vantaggi e considerazioni

Alga kombu secca

Asian food ingredient, dried kombu seaweed via Shutterstock

Altri benefici potenziali della kombu includono azioni depurative del sangue, alcalinizzanti, chelanti, disintossicanti, antiossidanti e, non ultimo, come varie alghe facilita la perdita di peso perché aumenta il metabolismo.

Ancora, migliora le funzioni cerebrali, muscolari e della prostata. Contiene anche fucoidano, che protegge dalle radiazioni, e si presenta come fonde importante di potassio e magnesio, utili agli sportivi.

Contiene anche un composto chiamato PLG, che riduce il rischio di coaguli nel sangue, ed è stato anche dimostrato che diminuisca i livelli di colesterolo cattivo LDL. Come con qualsiasi cibo, la qualità delle alghe dipende dalla loro origine. Anche altri fattori – come l’esposizione alla luce, la profondità, la temperatura, il tipo di acqua ed eventuali sostanze inquinanti – influenzano la peculiarità della kombu.

L’alga è venduta in molte forme, tra cui essiccata e in polvere. Le strisce essiccate possono essere facilmente aggiunte agli alimenti cotti in acqua, come i fagioli ad esempio. Infine, esiste il Kombucha, ovvero il nome del tè di kombu giapponese. Bisogna però prestare attenzione: l’assunzione di quantità eccessive di iodio può causare reazioni avverse, come problemi alla tiroide e alla pelle. Coloro che soffrissero proprio di problemi alla tiroide, tra cui ipotiroidismo e ipertiroidismo, dovranno consultare il medico prima del consumo.

15 settembre 2014
Lascia un commento