Kokum: proprietà e come si mangia

Il kokum è un frutto che nasce dall’omonima pianta, nota col nome scientifico di Garcinia indica. Si tratta di un alimento dalle apprezzate proprietà curative, originario dell’India. La sua presenza è segnalata fino al Laos, mentre il suo consumo diretto è solitamente limitato all’Asia. In Europa e nel Nord America è arrivato inizialmente sotto forma di prodotti e rimedi naturali per il benessere.

La pianta da cui si ricava il frutto kokum appartiene al genere “Garcinia“, al quale sono legate diverse piante, delle quali il mangostano è tra quelle più conosciute. Molto simile esteticamente a quest’ultimo, il kokum se ne differenzia per il suo tipico sapore che raccoglie un misto di dolce, salato e acido. Quando maturo presenta un colore viola scuro e profondo, con screziature malva.

Proprietà

La forte presenza di vitamina C nel kokum lo rende un prezioso alleato del sistema immunitario, soprattutto durante i mesi invernali. È altresì ricco di fibre alimentari, povero di grassi e non molto calorico. Viene inoltre considerato anche una buona fonte di acido idrossicitrico, utile a chi desidera perdere peso (favorisce la riduzione dell’appetito).

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Per quanto riguarda la medicina popolare il kokum è considerato un potente alleato delle difese immunitarie, del fegato (grazie a un’azione regolatrice della produzione biliare) e del cuore, per il quale si ritiene svolga una funzione cardiotonica e di prevenzione degli infarti. A questo si aggiungono proprietà antielmintiche, ovvero in grado di eliminare i parassiti vermiformi. Combatte inoltre la dissenteria, proprietà astringenti, ed è ritenuto un analgesico efficace contro i dolori reumatici.

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La tradizione popolare ritiene il kokum in grado di stimolare la rigenerazione dei tessuti in presenza di bruciature o ustioni. La medicina ufficiale ne ha confermato le proprietà antibatteriche e antinfiammatorie, offerte da una sostanza in esso presente e nota come garcinolo. A questo frutto sono accostati anche benefici contro l’ulcera e qualità antitumorali.

Chi volesse avvicinarsi al kokum deve però tenere a mente alcune possibili controindicazioni, considerato che alcuni dei principi attivi presenti nel frutto potrebbero scatenare reazioni allergiche o ipersensibilità nei soggetti predisposti. Inoltre è capace di stimolare i muscoli uterini favorendo il ciclo mestruale, da evitare quindi durante la gravidanza.

Come si mangia

Il frutto kokum deve essere scelto e acquistato soltanto se integro, quindi in assenza di graffi o tagli sulla buccia. Si tratta di un involucro tenero, che si aprirà semplicemente mediante la pressione delle dita. Al suo interno è presente una polpa bianca, dalla forma simile a un piccolo mandarino, suddivisa un 5 o 6 sezioni da consumare al momento.

La buccia non è però destinata alla spazzatura, ma potrà essere utilizzata sia in cucina che come ingrediente per alcuni prodotti di bellezza naturali. Andrà lasciata essiccare al sole e poi ridotta in frammenti per fornire la nota acida a zuppe o salse, oppure per smorzare l’eccessiva dolcezza di alcuni ingredienti come i legumi. Contrariamente al frutto non è presente alcuna nota dolce e il retrogusto in bocca è metallico.

11 aprile 2018
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