Si chiama Chimelong Wildlife Park ed è un parco per animali situato nella zona sud della città di Guangzhou, in Cina, noto per ospitare la più grande e corposa colonia di koala al di fuori dell’Australia. Una situazione del tutto anomala che ha insospettito le associazioni animaliste, in particolare Animals Asia, in un territorio dove gli animali possiedono pochissime tutele e protezioni. La comunità di koala è costituita da circa 50 unità frutto di ben cinque generazioni, tutte nate dalla combinazione di 13 esemplari importati nel 2006 dall’Australia e curati perché generassero in cattività.

Il parco più vantare un ottimo successo in merito anche grazie alla nascita di una coppia di gemelli nel 2007, evento piuttosto raro per una specie che rischia l’estinzione. Così singolare da risultare il primo caso in un parco da 50 anni a questa parte. Una particolarità che attira da tempo una moltitudine di visitatori ed estimatori, non solo dal territorio cinese ma da tutto il mondo. Eppure le associazioni continuano a dimostrarsi diffidenti nei confronti della struttura, frutto anche di controlli e visite costanti presso il Chimelong Wildlife Park.

Già un rapporto nel 2009 evidenziava condizioni di conservazione e cura non idonee per questi animali così delicati, secondo gli attivisti i koala erano rinchiusi in recinti troppo piccoli e senza il numero sufficiente di alberi per il loro svago e relax naturale. Inoltre, le associazioni contrastano da tempo l’usanza tipicamente cinese di questi animali e altre specie per l’intrattenimento circense e non. Il direttore di Animals Asia David Neal da anni chiede chiede di poter relazionarsi con la struttura, ma i rappresentati del parco negano ogni tipo di interazione e risposta.

Nonostante nel 2010 l’ufficio forestale locale, che amministra il parco, abbia bandito l’utilizzo degli animali come intrattenimento, la struttura ancora oggi non fornisce la giusta tutela per le specie presenti. La Cina è famosa per la mancanza di una corretta legislazione che possa difendere gli animali da abusi e torture, come ad esempio quelle circensi dove gli esemplari vengono sfruttati e costretti all’apprendimento con la forza.

5 dicembre 2014
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