Il koala è un animale originario dell’Australia, uno della famiglia dei mammiferi marsupiali in grado di arrampicarsi sugli alberi. Il nome deriva dal greco antico e dal latino e significa orso grigio con marsupio. Ma anche dalla lingua daruk, appartenente a una tribù aborigena australiana, un dialetto ormai estinto. “Gula” significa infatti “colui che non beve”, comportamento che rappresenta esattamente il koala, considerato come assorba i liquidi dalle foglie di eucalipto di cui è ghiotto.

L’animale è spesso definito piccolo orso, eppure il koala non è plantigrado bensì un marsupiale. Forse è la sua fisionomia che può trarre in inganno perché appare tondeggiante, con orecchie ricurve e pelose, testa grande, occhi attenti e naso lungo e schiacciato. Un’immagine goffa e tenera, accentuata dal pelo soffice e morbido dalla tonalità grigiastra. Ciò che lo caratterizza è la presenza di cinque dita per piede con lunghi artigli, utili a mantenere salda la presa sugli alberi. Luogo a lui familiare, sui cui trascorre quasi tutta la giornata, mangiando e in particolare dormendo da solo o in piccoli gruppi.

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Il koala mangia solo foglie e gemme di eucalipto, pasto che prende il via in serata fino a raggiungere il quantitativo di mezzo chilo al giorno. Il resto del tempo lo impiega dormendo, salvo qualche sporadica discesa per inghiottire terra e sassolini utili alla digestione. La masticazione è volutamente lenta e lunga, il koala riduce il tutto in poltiglia per ingerire meglio il cibo. Le foglie di eucalipto sono ricche di fenoli e terpeni tossici per molti altri animali, per questo il metabolismo dell’animale è molto lento e richiede la quasi immobilità data dal sonno. Inoltre, possiede un fegato in grado di annullare le tossine presenti nelle foglie, in tandem con un apparato digerente capace di assorbire più nutrimento possibile.

Oltre a queste due attività, tra dicembre e marzo, il marsupiale cerca di accoppiarsi e riprodursi. Le femmine partoriscono un solo cucciolo, massimo due, che uscendo dal grembo raggiunge il marsupio, dove è presente un’apertura rivolta verso il basso. Il piccolo vive in questo luogo protetto per sei mesi, venendo allattato dalla madre e rimanendo al suo fianco fino al primo anno di età. Un koala in salute può vivere fino a venti anni.

Carattere e curiosità

Secondo gli studiosi, la scelta di un’alimentazione a base di eucalipto è stata imposta dalla natura, dopo un repentino abbassamento delle temperature durante il Miocene. La sparizione delle foreste ha favorito la nascita e crescita delle piante di eucalipto, a cui il koala si è adeguato per sopravvivere. L’ingestione delle foglie profuma il pelo creando un effetto balsamico. A differenza del suo aspetto tenero e simpatico, non è un animale che può vivere in casa, come amico di affezione. Non ama interagire con l’uomo e non desidera una vita come animale addomesticato, pratica che gli procura stress ed è considerata illegale in Australia. Inoltre possiede una cassa toracica molto piccola, utile alla vita sugli alberi, ma che crea problematiche se viene erroneamente preso in braccio.

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Cacciato per lungo tempo, ha visto una diminuzione sostanziale della sua popolazione. Un programma di ripopolamento e protezione ne ha evitato l’estinzione, ma dal 2012 è considerata specie vulnerabile. La continua diminuzione delle aree verdi a lui dedicate, a fronte di un’incalzante necessità di spazio e cibo, stanno incidendo sul suo benessere. Una curiosità: il koala, come l’uomo e le scimmie, possiede impronte digitali che sono molto simili a quelle umane.

29 agosto 2017
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