Una nuova iniziativa ambientale proviene dalla compagnia aerea olandese KLM: dopo il riciclo delle uniformi e l’impiego di biofuel, arriva l’utilizzo dell’olio di scarto delle cucine come carburante aereo. E c’è di più: la sperimentazione coinvolgerà i voli transatlantici, ovvero la tratta Amsterdam – New York.

>>Scopri il primo volo KLM con biocarburante

Quello del riutilizzo degli oli di scarto delle cucine non è di certo una novità nel mondo dei carburanti, ma è decisamente interessante analizzare il caso di questa compagnia aerea. La società aveva già impiegato questo sistema nelle tratte a corto e medio raggio, ora il salto di qualità con la promozione ai viaggi transoceanici. Grazie a un mix al 25% di olio da cucina trattato e 75% di normale carburante per jet, KLM conta di risparmiare soprattutto in carbon footprint, recuperando materiale che altrimenti finirebbe in discarica. Sull’efficacia dei biofuel si discute da tempo, in effetti, ma in questo caso si tratta di un riciclo che fa bene all’ambiente perché si riutilizza un composto altrimenti lasciato al suo destino.

L’olio verrà raccolto dai ristoranti degli Stati Uniti, trattato e stoccato in Louisiana e quindi utilizzato per i rifornimenti in quel di New York:

>>Scopri i progetti KLM per il biocarburante sulle lunghe tratte

«L’olio di scarto proviene dai ristoranti della Louisiana, nel sud degli Stati Uniti, dove è normalmente utilizzato per la frittura del pesce, per poi essere raffinato in un impianto nei pressi di Baton Rouge e poi spedito a New York per il rifornimento degli aerei.»

La sperimentazione durerà sei mesi e coinvolgerà almeno un volo alla settimana. Qualora i risultati in risparmio di combustibili fossili e di emissione di CO2 fossero soddisfacenti, la società si dice interessata a estendere il progetto a tutta la sua flotta. L’olio, pensato per alimentare dei comuni Boeing 777, pare che progressivamente potrà ridurre dell’80% le emissioni di anidride carbonica, mentre per piloti e passeggeri non vi sarà alcuna differenza nelle prestazioni e nella resa del velivolo. L’impiego di prodotti da cucina di scarto per l’industria del biofuel è testato da tempo, soprattutto sul settore delle automobili, dove però non ha riscosso particolare successo di mercato. Sulle flotte aeree, data anche la struttura diversa dei motori e gli spostamenti a lungo raggio, pare essere invece prospero di risultati incoraggianti, tanto che si ipotizza sarà proprio l’industria del cielo a farne largo uso nei prossimi anni. Al momento, purtroppo, non esistono alternative al normale carburante per jet per l’alimentazione di questi motori, ma già una piccola percentuale di olio da cucina raffinato può portare a tagliare ottimi traguardi.

16 marzo 2013
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