È partito il 20 giungo dall’aeroporto di Amsterdam Schipol il primo aereo al mondo alimentato a biocarburante destinato a coprire una rotta a lungo raggio. Il Boeing 777 della KLM, infatti, è decollato alla volta di Rio de Janeiro con a bordo anche il ministro delle Infrastrutture e dell’Ambiente olandese, Joop Atsma, che si recava nella metropoli brasiliana per partecipare alla conferenza internazionale sul clima Rio+20.

Dopo una sperimentazione iniziata la scorsa estate sui collegamenti tra Amsterdam e Parigi (meno di un’ora di volo) è stato dato il via a questo programma di rispetto ambientale che per ora coinvolge solo questo singolo velivolo ma che in futuro potrebbe essere esteso ad altri aerei e ad altre rotte del gruppo Air France-KLM, che insieme ad Alitalia e ad altre 14 compagnie fa parte dell’alleanza dei cieli Skyteam.

La peculiarità di questo “biofuel” sta nel fatto che è composto da una miscela che per l’80% è di cherosene e che per il restante 20% è di oli da cucina esausti. Anche se questa soluzione può sembrare semplice, è il frutto di una ricerca che KLM ha iniziato fin nel 2007 in collaborazione con la sede olandese del WWF.

Il carburante è prodotto da Dynamic Fuels con il supporto di SkyNRG, il consorzio fondato nel 2009 da KLM, North Sea Group e Spring Associates con lo scopo di sviluppare la produzione di “combustibili” alternativi e miscelabili con quelli attualmente in uso.

Questo e gli altri biocarburanti che KLM sta utilizzando o sui quali sta lavorando hanno le stesse caratteristiche della “benzina” tradizionale e non richiedono modifiche ai motori degli aerei o alle infrastrutture. In occasione di questo primo volo a lungo raggio, aziende come Ahold, Heineken, Accenture, DSM, Philips, Nike e Schiphol Group hanno ufficialmente annunciato la collaborazione con KLM per sviluppare nuovi tipi di biocarburanti, come ha confermato lo stesso Camiel Eurlings, managing director della compagnia aerea olandese:

Questa è la strada da seguire per rendere più sostenibile il settore dell’aviazione commerciale. E per raggiungere questo obiettivo abbiamo bisogno di grandi aziende come partner, visto che intendiamo investire ancora nella ricerca di nuovi biofuel per svincolarci sempre più dall’utilizzo del petrolio come combustibile per i nostri velivoli.

Gli obiettivi da raggiungere sono molteplici: se da un lato su punta a ridurre le emissioni di CO2 anche attraverso un fitto programma di riciclo dei prodotti usati a bordo degli aerei e di alleggerimento degli stessi attraverso l’impiego di materiali meno pesanti, dall’altro si cerca di diminuire l’incidenza della spesa per acquistare petrolio sui mercati internazionali. Con il rincaro del greggio, infatti, tale spesa è diventata sempre più rilevante nei bilanci delle compagnie aeree molte delle quali non riescono ad avere conti in nero proprio per questo motivo. Nonostante per ora tali biocarburanti siano molto costosi, KLM e il governo olandese puntano a continuare la ricerca per renderli economicamente vantaggiosi. A tal proposito, la UE e l’esecutivo di Amsterdam hanno sostenuto finanziariamente tale ricerca, per permettere ad Air France-KLM di proseguire con la sperimentazione.

La politica ambientale di KLM non si esaurisce qui: come detto, da tempo gli ingegneri sono al lavoro per alleggerire i velivoli, per rendere i motori più efficienti e per strong>riciclare il materiale presente a bordo. Nel primo caso, si è intervenuto sia sui carrelli portavivande, sia sulle stoviglie o su altri materiali guadagnando per ogni aereo diverse centinaia di chili a tutto vantaggio del consumo. Nel secondo caso, presso gli hangar dell’aeroporto di Amsterdam Schipol sono in uso delle speciali macchine che lavano i motori recuperando l’acqua utilizzata, depurandola e riutilizzandola per il lavaggio successivo.

Questa pratica rende più efficienti i motori, che in un lungo volo riescono a consumare diverse decine di litri (o chili, per usare un termine più preciso) di carburante in meno. Nel terzo caso, l’azienda recupera le uniforme del personale per fabbricare altri oggetti di uso comune per venderli ad aziende terze. Ogni anno, poi, il vettore recupera circa 60mila metri quadrati di moquette presente sugli aerei e la ricicla per produrne della nuova.

Nel frattempo, pare che la strada intrapresa è quella giusta, come testimonia il fatto che il Gruppo Air France-KLM è stato nominato per 7 anni consecutivi leader nell’indice Dow Jones Sustainability.

22 giugno 2012
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