Alla prima edizione della rassegna altoatesina, conclusasi il 24 settembre scorso, sono state molte le proposte per azzerare le emissioni di gas serra e inquinanti del trasporto. Dalle politiche per la mobilità alternativa a quelle per promuovere veicoli elettrici e a idrogeno.

Energia e mobilità. Un connubio improbabile fino a qualche anno fa, ma oggi diventato di stretta attualità con l’avvento delle auto elettriche. Lo hanno capito bene gli organizzatori di Klimaenergy, la fiera delle energie rinnovabili di Bolzano che da quest’anno ha ospitato uno spazio dedicato alle soluzioni per spostarsi a impatto zero, Klimamobility. Seguendo l’impostazione di successo della manifestazione d’origine, Klimamobility miscela una zona espositiva con un ricco programma di convegni. E l’aggiunta di due aree test dove provare bici a pedalata assistita, scooter elettrici e auto a zero emissioni.

A dominare il padiglione “verde” sono state le due ruote, con un’ampia proposta di cicli e scooter a batterie, molto diffusi in Alto Adige (oltre 10.000). Ma anche insoliti tricicli e monopattini elettrici, veicoli commerciali e auto, dalla city car Think City e alla futuristica Hyundai ix35 Fuel Cell. E a sottolineare il legame con l’energia, ci sono le soluzioni per la ricarica degli accumulatori, comprese le pensiline dove fare il “pieno” di corrente prodotta dai pannelli fotovoltaici della copertura. Perché la “filosofia” emersa a Klimamobility è l’esigenza di rendere la mobilità priva di emissioni nocive per il clima e la salute durante l’intero ciclo, dalla produzione del “combustibile” all’uso dei veicoli.

A rendere speciale la rassegna altoatesina è stato, però, il forte legame con il territorio emerso durante i convegni. E se in passato Klimaenergy ha trainato lo sviluppo delle fonti rinnovabili (l’Alto Adige ospita il 50% dei pannelli solari italiani e ha il 54% di energia e riscaldamento “verde”), Klimamobility ha i presupposti per replicare il percorso virtuoso nel settore della mobilità. Con un mix di proposte che comprende soluzioni per rendere appetibile il trasporto pubblico, promuovere la mobilità alternativa e puntare con decisione ai veicoli elettrici e a idrogeno. Una strategia in parte già attuata con la realizzazione di una rete capillare di bus, treni e funicolari a costi accessibili (per gli “over 70″ è gratuita) e di oltre 600 km di piste ciclabili che soddisfano un’alta percentuale delle esigenze di spostamento (il 29% a Bolzano).

Il contributo alla diffusione dell’auto elettrica arriva dal progetto Green Mobility di Sel, il principale operatore energetico dell’Alto Adige, che propone contratti “full service” per la ricarica domestica e aziendale. Una formula che, oltre all’applicazione dei sistemi di ricarica e alla fornitura di corrente, include anche la vendita e l’assistenza dei veicoli, nonché iniziative di sensibilizzazione della popolazione. Più ambizioso il “piano H2″: produrre e distribuire idrogeno a Bolzano entro la fine del 2012. E fare parte del “Corridoio verde”, l’iniziativa che coinvolge Austria e Germania per istallare stazioni di servizio “H2″ ogni 100 km lungo l’autostrada che collega Monaco di Baviera e Modena. Due proposte che presumono l’uso esclusivo di fonti rinnovabili per produrre l’idrogeno tramite elettrolisi e che, negli intenti degli amministratori della Provincia di Bolzano, contribuiranno a tagliare da 5 a 1,5 tonnellate le emissioni di CO2 entro il 2050.

30 settembre 2011
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