Kigelia africana: proprietà e benefici

La Kigelia Africana, una pianta appartenente alla famiglia delle Bignoniaceae, è comunemente conosciuta come “albero delle salsicce”. Lo strano nome è dovuto ai frutti che penzolano dall’albero, dalla forma allungata simile a grandi cetrioli, appunto delle salsicce.

La Kigelia è una pianta che cresce spontanea nelle aree vicino ai fiumi nei Paesi dell’Africa meridionale, centrale e occidentale. Proprio in Africa è da tempo impiegata per i suoi benefici per la salute generale, nonché come trattamento di diverse affezioni. I frutti si usano nella medicina popolare per trattare un’ampia gamma di malattie della pelle come ad esempio le infezioni da funghi, gli eczemi o le manifestazioni della psoriasi. Nelle applicazioni a uso topico, gli estratti della pianta sono utilizzati per favorire la cicatrizzazione delle ferite e la remissione dei sintomi e dei dolori dei reumatismi. Alla pianta sono state anche attribuite, sempre dalla medicina popolare dei luoghi di origine, qualità antitumorali, anti-ulcera, anti-invecchiamento, antiossidanti e anti-malaria.
Le applicazioni cutanee riguardano, sempre in merito alla tradizione, anche l’ambito estetico: la Kigelia si impiega per realizzare trattamenti anti-invecchiamento e rigeneranti per la cura della pelle e cosmetici astringenti.

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Come rimedio fitoterapico, vengono impiegate diverse porzioni della Kigelia Africana: infatti, sia le radici e la corteccia che le foglie sono una fonte di diversi principi attivi. Tra i tanti, kigelinone, acido vernotico, kigelia, iridoidi noti per la loro efficacia come antibatterici, luteina e 6-idrossi luteolina.

Kigelia africana: principi attivi

Le indagini farmacologiche, condotte in diversi studi scientifici, confermano come i fitoterapici ottenuti da questa pianta abbiano attività antinfiammatorie, analgesiche, antiossidanti e antitumorali.I componenti bioattivi presenti in tutte le parti dell’albero sono circa 150 e sono stati caratterizzati in diverse parti della pianta stessa. Tra tutti, i principali a essere isolati sono stati: iridoidi, naftochinoni, flavonoidi, terpeni.

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Il principale antiossidante contenuto nella Kigelia è il verbascoside. Questa molecola è un efficace antimicrobico, attivo in particolare contro lo Staphylococcus aureus. Ha, inoltre, spiccata attività antinfiammatoria e vi sono alcuni dati che mostrano come il verbascoside sia un immunomodulante e antitumorale.

In generale le potenzialità fitoterapiche della Kigelia africana sono state riconosciute e sono oggetto di ricerca. Tuttavia, a oggi molti dei suoi usi medicinali tradizionali non sono stati confermati con studi scientifici conclusivi che ne definiscano le indicazioni, le dosi, la modalità di somministrazione e gli effetti collaterali.

Uso negli integratori pre-allenamento

Alcuni studi hanno evidenziato come l’estratto di corteccia di gambo di Kigelia Africana possa essere impiegato come stimolante. A oggi le ricerche che ne evidenziano questa attività, tuttavia, sono state condotte solo in laboratorio, perciò prima di definire una corretta indicazione all’uso è necessario che vengano confermati con risultati in vivo e sull’uomo.
In ogni caso, sembra che le proprietà stimolanti dell’estratto di Kigelia siano non solo comparabili ma addirittura superiori a quelle della caffeina. Inoltre, l’effetto analgesico della pianta potrebbe giovare alle prestazioni atletiche.

La Kigelia Africana per facilitare la diuresi

Nella medicina popolare la Kigelia Africana è usata per il trattamento dei disturbi renali e urinari. Secondo i dati a disposizione, che anche in questo caso sono da considerarsi preliminari, esiste un effetto dose dipendente stimolante della diuresi.

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La Kigelia Africana e la malattia di Alzheimer

Il morbo di Alzheimer è una malattia neurodegenerativa di cui al momento non esiste un trattamento o una cura efficace. L’estratto delle foglie di Kigelia africana sembra contenente principi attivi che potrebbero essere precursori, o agenti terapeutici promettenti, per la cura di questa malattia.

Effetti collaterali

Il frutto fresco consumato a crudo è velenoso e causa, anche solo per contatto, lo sviluppo di vesciche sulla bocca e sulla pelle.

14 dicembre 2017
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