Il Kava kava è un termine utilizzato per identificare radici e rizoma di un arbusto noto col nome scientifico di Piper Methysticum Forst. Si tratta di una pianta in grado di crescere fino a raggiungere un’altezza di 3 metri, la cui coltivazione avviene perlopiù in Oceania e in Polinesia.

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Proprio il nome Piper Methysticum Forst lascia intuire gli stretti legati che l’arbusto ha con il “classico” pepe, con il quale condivide l’appartenenza alla famiglia delle Piperaceae. Il termine scientifico letteralmente tradotto sta a significare “pepe che intossica”. A dosi elevate il Kava kava può in effetti risultare tossico, ma se assunto entro determinati dosaggi può assicurare al contrario diversi benefici.

Può essere consumata inoltre una bevanda a base di Kava kava, che ne racchiude le proprietà benefiche così come i possibili effetti collaterali. Si consiglia quindi di non abusarne, stando sempre attenti al dosaggio qualora si scelga di prepararla a casa: 3 cucchiai rasi di polvere per ogni 500 ml d’acqua a temperatura ambiente, da tenere in sospensione in un panno filtrante (anche un sacchetto per il té andrà bene) per 2-3 minuti; fatto questo strizzare bene il sacchetto e rimuoverlo prima del consumo.

Proprietà

Se utilizzato senza eccedere il Kava kava è in grado di offrire un supporto all’equilibrio dell’umore in termini di proprietà ansiolitiche e sedative, utili in caso di ansia o stress. Dispone inoltre di un’azione anticonvulsivante e ipnotica.

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Tra le proprietà del Kava kava vi è anche quella miorilassante, mentre i suoi estratti acquosi sono ritenuti in grado di ridurre la sensibilità delle mucose della bocca dando luogo a un’azione analgesica locale.

Le proprietà associate al Kava kava sono state confermate nel corso degli anni da diversi studi scientifici; nello specifico quelle ansiolitiche e sedative vengono ricondotte alla presenza nelle radici e nei rizomi di sostanze denominate kavalattoni.

Benefici ed effetti collaterali

I benefici offerti dal Kava kava sono quindi sostanzialmente connessi alle sue capacità sedative e ansiolitiche, che consentono di risolvere sia gli stati di ansia e stress più classici. L’effetto sarà quello di risolvere eventuali casi di insonnia causata dall’agitazione.

L’assunzione di Kava kava non è tuttavia associata con alcun tipo di assuefazione, né fisica e né psicologica. Inoltre non sono state riscontrate riduzioni nei tempi di reazione o nella capacità mnemonica.

Discorso a parte meritano gli effetti collaterali, perlopiù legati a un utilizzo eccessivo. Possibile tuttavia, eventualità che interessa circa il 2% dei casi, che anche a dosaggi normali si presentino dei problemi: si tratta però di reazioni allergiche, che coinvolgeranno la sfera cefalica o gastrointestinale.

Effetti colleterali più gravi possono originare superando il dosaggio terapeutico consigliato, maggiori informazioni in merito ai livelli tollerati dalla singola persona possono essere ottenute facendo riferimento al proprio medico curante.

I rischi in caso di sovradosaggio possono riguardare gli occhi, la pelle oltre a fegato e cuore. Ultima avvertenza quella di non consumare alcolici durante l’assunzione di Kava kava, che non dovrà in ogni caso superare i tre mesi consecutivi, poiché ne potenzierebbero gli effetti incrementando i rischi legati al dosaggio eccessivo.

17 maggio 2017
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