Il rapper Kanye West, famoso in tutto il mondo per canzoni come “Flashing Lights”, finisce al centro di un’annosa polemica che coinvolge l’uso delle pellicce, la sensibilità verso gli animali e la PETA, l’associazione che da anni si batte contro le violenze animali e la promozione del vegetarianesimo.

Il cantante ha fatto spesso sfoggio di pellicce durante le sue apparizioni pubbliche, come facile notare dalle tante immagini diffuse dalle cronache di gossip, ma ultimamente si è un po’ spinto oltre. In uno dei suoi ultimi brani, “Theraflu“, il rapper ha punzecchiato proprio PETA:

«Tell PETA my mink is draggin’ on the floor / Dì a PETA che il mio visone si sta trascinando sul pavimento.»

Tanto è bastato per sollevare il putiferio. Sebbene i fan accaniti cerchino di difendere l’artista sottolineando come la canzone sia una metafora non di una pelliccia bensì di una recente conquista femminile, si vocifera la ricchissima Kim Kardashian, l’associazione animalista ha risposto per le rime alla star, e senza bisogno di una base hip-hop di sottofondo:

«Quella che si sta trascinando sul pavimento è la reputazione di Kanye, un uomo con nessuna empatia verso gli animali o gli esseri umani. È un grande musicista, ma non sembra avere alcun gusto per disegnare niente che non siano costumi da uomo delle caverne. Continuiamo a sperare che un giorno ritrovi il suo cuore e si unisca a icone di stile evolute come Russell Simmons, Pink e Natalie Portman, che hanno abbandonato le pelli animali.»

Cosa volesse davvero comunicare West non è dato sapere, ma un fatto è certo: la fraintendibilità del testo potrebbe costituire un cattivo esempio per tutti i giovanissimi fan, i quali potrebbero venir desensibilizzati all’attenzione verso le crudeltà animali. E, infine, è davvero “cool” un personaggio pubblico che decide di vestirsi con le pelli di poveri cuccioli uccisi brutalmente?

9 aprile 2012
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