Kamut: benefici apportati e calorie

Kamut è il termine che, nel linguaggio comune, viene associato a tutti gli alimenti che vengono preparati utilizzando il grano rosso o Khorasan: un’antica qualità di frumento, il Triticum turgidum, sottospecie turanicum secondo l’attuale nomenclatura botanica.

In realtà, come ormai riportato dalla maggior parte delle fonti che utilizzano il termine, “kamut” è un marchio registrato da una azienda statunitense che, diversi anni fa, ha iniziato la produzione di una linea di alimenti – tra i quali farina, pasta, biscotti, pizza, focacce, dolci e biscotti – utilizzando esclusivamente grano khorasan mai ibridato o incrociato, prodotto da agricoltura biologica.

La buona qualità di questi prodotti ne ha favorito così tanto la diffusione che il termine kamut è diventato non solo molto famoso ma anche, nell’immaginario comune, la denominazione di un tipo di cereale. Capita anche spesso che i consumatori associno agli alimenti a base di grano rosso o Khorasan caratteristiche salutari particolari, talvolta anche dietetiche.

Vediamo nel dettaglio quali sono le caratteristiche nutrizionali del kamut e come e possibile utilizzarlo in cucina in alternativa al più comune grano.

Caratteristiche nutrizionali

Pane integrale

Il grano rosso khorasan è, come tutti i cereali, un alimento piuttosto calorico: una porzione da 100 g apporta circa 345 kcal. L’apporto energetico è leggermente superiore a quello del grano duro, infatti una porzione da 100 di questo cereale apporta 335 kcal circa.

La maggior parte dell’energia è fornita dai carboidrati, che rappresentano i macronutrienti più abbondanti: 100 g di grano rosso contengono 68.2 g di glucidi. Tale valore è leggermente inferiore a quello del grano comune che in una porzione dello stesso peso contiene circa 73 g di carboidrati.

Il kamut è noto per essere uno dei cereali più ricchi di proteine: questi macronutrienti ne rappresentano il 17.4% del peso, un valore superiore rispetto a quello del grano comune che ne contiene solo il 12.4%.

Le proteine del kamut sono di buona qualità e contengono anche una discreta quantità di amminoacidi essenziali come treonina, istidina e arginina. Leggermente superiore a quella del grano comune è anche la quantità di grassi: il kamut contiene il 2.6% di lipidi, mentre il grano comune ne contiene l’1.9%. Di poco differente è invece l’apporto di fibra alimentare.

Il grano rosso apporta anche discrete quantità di sali minerali, soprattuttoo ferro, magnesio, fosforo, potassio, selenio e zinco. Buona è anche la concentrazione di alcune vitamine come: B1, B2, PP ed E.

Il grano khorasan contiene glutine, quindi non è adatto alla alimentazione di chi soffre di celiachia.

Come utilizzare il kamut

Latte e pane

Il kamut viene tradizionalmente utilizzato in farina, in sostituzione di quella di altri cereali per la preparazione di biscotti d altri dolci, pizze, focacce, pane e torte salate. È usato in grani preventivamente ammollati in acqua, poi lessati e conditi con olio extravergine e formaggio grana, oppure utilizzati al posto del riso o altri cereali per arricchire zuppe e minestre.

Il meno noto tra i derivati del grano khorasan è il “latte”: questa bevanda è un buon sostituto del latte vaccino, per coloro che soffrono di intolleranza al lattosio, e una valida alternativa anche al latte di soia.

Il “latte di kamut” può essere impiegato anche per la preparazione di budini e gelati: il suo naturale gusto dolce consente di evitare, o comunque ridurre di molto, l’aggiunta di zucchero.

22 gennaio 2016
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