Del passato di Kamok non si hanno notizie certe, se non la sua improvvisa apparizione presso il parco naturale Ol Pejeta Conservancy a Laikipia, in Kenya. Ciò che è apparso evidente fin da subito è stata la sua giovanissima età, solo un giorno di vita, ma anche la sua incredibile solitudine e profonda fame. I suoi soccorritori hanno cercato invano il branco d’origine, forse ormai troppo lontano per ricongiungere l’elefantina con la famiglia. Un gruppo di esperti della David Sheldrick Wildlife Trust è quindi giunta sul posto, dopo un volo di circa quaranta minuti e, dopo averla sfamata con un apprezzatissimo biberon di latte, la piccola è stata visitata accuratamente.

Fragile e con molte difficoltà a rimanere in piedi, a Kamok sono stati riscontrati molti problemi articolari, forse gli stessi che le hanno pregiudicato la presenza nel suo branco. Purtroppo la dura legge della natura impone al gruppo di abbandonare chi non riesce a stare al passo, perché potrebbe trasformarsi in un elemento di fragilità esponendo l’intero insieme ai pericoli. Kamok è quindi rimasta indietro ma, nella sua solitudine, ha potuto imbattersi in una nuova e importante nonché originale famiglia. Accolta presso un orfanotrofio per elefanti in Kenya, collegato alla DSWT, ha potuto ricevere cure adeguate per la sua guarigione. Oltre al cibo giusto che le ha permesso di crescere forte e sana.

Da quel 2013, anno del ritrovamento, la piccola è diventata una simpatica e dolce elefantina adulta. Nonostante la sua indole affettuosa ama commettere qualche marachella, facendo finta di caricare i turisti o sollevando i loro oggetti in aria. Tutti rimangono vittime del suo fascino e del suo carattere, nonostante non ami seguire le regole e spesso eluda la compagnia dei suoi simili per raggiungere i membri dello staff. Cosa che accade di sovente perché Kamok ama seguire il personale, per godere della loro compagnia e perché li considera la sua vera famiglia.

20 giugno 2016
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