Le vicende di Johnny Depp in Australia potrebbero non essersi concluse. Dopo l’accusa di aver introdotto i due suoi cani nella nazione senza la preventiva quarantena, e il conseguente ritorno degli Yorkshire negli Stati Uniti, altri strascichi legali potrebbero coinvolgere l’attore hollywoodiano. E vi è anche chi paventa la possibilità del carcere.

I fatti sono ormai ben noti. Il tutto risale alla fine dello scorso aprile, quando Johnny Depp si è recato in Australia per girare il nuovo episodio della saga “Pirati dei Caraibi”. Atterrato con un jet privato, l’attore avrebbe introdotto nella nazione i suoi due cani, Boo e Pistol, senza la preventiva quarantena. L’operazione è prevista per legge per evitare che gli animali domestici dei turisti contagino le specie autoctone con malattie oggi non presenti nel continente. Il Ministro dell’Agricoltura locale ha quindi lanciato un ultimatum: i quadrupedi sarebbero dovuti tornare negli Stati Uniti, pena la soppressione entro le 72 ore. E così è stato: la scorsa settimana gli esemplari sono atterrati in California, accompagnati da Amber Heard, moglie del divo del cinema.

Stando ad alcune indiscrezioni raccolte da TMZ, e inizialmente rilasciate dal Sydney Morning Herald, la questione non si sarebbe conclusa con il ritorno degli amici a quattro zampe in patria. Seppur le informazioni siano da prendere con le pinze, l’attore potrebbe rischiare di essere contattato a una pena detentiva, per un massimo di 10 anni, quindi al pagamento di una multa fino a 340.000 dollari. Allo stesso modo, potrebbe essere coinvolto anche il pilota del jet privato, il quale rischierebbe fino a due anni di reclusione. Come già accennato, però, al momento si tratterebbe di indiscrezioni in attesa di adeguata conferma.

La vicenda ha generato fitte polemiche sin dal suo primo giorno, con petizioni sui social network e il commento stupito dei fan del divo. Allo stesso tempo, però, è montata anche la critica dalle opposizioni di governo, convinte che l’ingresso dei cani senza quarantena sia derivato da un insufficiente controllo da parte delle autorità preposte.

26 maggio 2015
Fonte:
TMZ
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