Jet lag sociale: cosa è, quali sono i rimedi

Il jet lag sociale è una definizione forse ancora poco conosciuta, ma che di certo vede molti individui rientrare tra coloro che ne sono, più o meno inconsapevolmente, soggetti. È facile associare questo disturbo a quello molto comune derivante dall’aver trascorso molte ore a bordo di un aeroplano, soprattutto se ciò comporta la variazione di uno o più fusi orari.

A differenza del più classico jet lag, quello “sociale” fa riferimento alla propria vita quotidiana. Si tratta quindi di abitudini più o meno radicate, come si un’agenda colma di impegni spesso inconciliabili con quelli che dovrebbero essere gli orari ottimali per la levata mattutina e per il mettersi a dormire alla sera. Equilibri naturali che spesso vengono sconvolti, dando origine appunto al “jet lag sociale”.

Concentrazione in ufficio


Cosa è il jet lag sociale

A coniare, nel 2016, la definizione di jet lag sociale è stato il dott. Till Roenneberg, cronobiologo dell’Institute of Medical Psychology presso la Ludwig-Maximilian University di Monaco (Germania). Secondo l’esperto il termine esprime quella serie di problematiche e disturbi che possono derivare da cambiamenti radicali rispetto a quelli che sono gli schemi naturali relativi al riposo; in sostanza quando ci si allontana in maniera netta dagli orari “naturali” per quanto riguarda lo svegliarsi al mattino e l’andare a dormire la sera, durante la settimana come nel weekend.

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Tra gli effetti negativi a carico dell’organismo umano figurano maggiori difficoltà durante la digestione o in caso di riparazione cellulare. A subire i danni causati dal jet lag sociale anche la termoregolazione e il ritmo circardiano, rendendo ancor più difficile rispettare le abitudini naturali per quanto riguarda il riposo notturno. Nel 2012 lo stesso Roenneberg ha sostenuto inoltre che il disturbo provocherebbe anche l’aumento dell’indice di massa corporea, incrementando il rischio di obesità.

A rischio sarebbe anche il cuore di chi altera in maniera evidente le proprie abitudini per quanto riguarda il sonno, mentre uno studio pubblicato nel 2013 sulla rivista JAMA Neurology ha sostenuto che il jet lag sociale indurrebbe anche un maggiore accumulo di beta-amiloidi (ritenuti dei precursori dell’Alzheimer).

Donna che pratica Yoga

Yoga woman meditating and making a zen symbol with her hand | Shutterstock

Rimedi naturali

La soluzione ideale sarebbe ovviamente quella di intervenire sui propri impegni, cercando di regolare le incombenze, soprattutto lavorative e familiari, in funzione del proprio ritmo circadiano. Nel caso, molto probabile, che molti di questi fattori siano di difficile sistemazione (come il cambio di orario di lavoro o di impiego stesso) è bene ottimizzare la propria tempistica e cercare di ottenere il massimo dal proprio riposo notturno.

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L’ansia e lo stress accumulati durante la giornata possono rivelarsi un fattore di rischio per un buon riposo notturno. In alcuni casi tali problematiche finiscono con il provocare veri e propri casi di insonnia. Ecco quindi è possibile intervenire attraverso pratiche benefiche come la meditazione, lo Yoga o la respirazione zen, come anche assumendo prima di andare a dormire una tisana rilassante a base di camomilla, passiflora e valeriana.

Potrebbe rivelarsi utile anche addormentarsi mentre si ascoltano in sottofondo dei suoni naturali come la pioggia, il rumore del vento o di un fiume che scorre. Da non dimenticare che alleate del sonno e del buono stato di salute dell’organismo sono frutta e verdura, che garantiscono risorse idriche, sali minerali e vitamine. In più sono utili per contrastare anche l’insonnia provocata dall’intenso caldo estivo.

5 luglio 2018
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